Il prefetto Cancellieri verso lInterno, Settis alla Cultura Il toto-ministri Dopo Nitto Palma, Berlusconi ha provato fino allultimo a perorare la causa di Carlo Nordio per il ministero della Giustizia, ma lincarico dovrebbe andare a un ex della Consulta. Interim o super esperto per lEconomia ROMA - Due certezze. E molte incertezze. Le prime due sono queste: saranno solo dodici i protagonisti del nuovo governo. E a palazzo Chigi non ci sarà né uno, né più vice premier. Le incertezze riguardano principalmente lingresso di uomini politici puri e che comunque hanno avuto a che fare con la politica. Emblematico il caso di Amato. Raccontano che Monti non sarebbe di per sé contrario, anzi ne valuterebbe leventuale presenza come una fonte di maggiore garanzia nei voti in Parlamento. Al punto che unipotesi potrebbe essere quella di affidare incarichi ministeriali a qualche vice presidente della Camera o del Senato. In predicato, ovviamente, cè il sempre super gettonato Maurizio Lupi. Ma contro la presenza dei politici gioca il pericolo, assai temuto dal Quirinale, che laffannosa ricerca di un equilibrio allunghi i tempi. Mentre il governo Monti deve nascere il prima possibile. Anche se il Quirinale e lo stesso Monti, appena fresco di incarico, negano lesistenza di una possibile lista dei prossimi ministri, ormai lelenco dei nomi è già stampigliato in un foglio che passa di mano in mano. Lì è scritto, innanzitutto, che non ci saranno vice premier. E che al delicato incarico di sottosegretario alla presidenza andrebbe un uomo di Monti, quellEnzo Moavero che ha già avuto il ruolo di suo uomo ombra quando ha svolto lincarico di capo di gabinetto a Bruxelles con Monti commissario per la Concorrenza. Ad affiancarlo potrebbe essere Antonio Catricalà, attuale presidente dellAntitrust, che con palazzo Chigi ha molta dimestichezza essendone stato il segretario generale nel 2001. Ma Catricalà corre anche al ministero dello Sviluppo economico, dove è in lizza anche lex rettore della Bocconi Carlo Secchi. I nodi di più difficile soluzione per il professor Monti restano quelli dellEconomia, degli Esteri, dellInterno, della Giustizia. Per questultima poltrona, ancora ieri, persa la battaglia a sostegno delluscente Nitto Palma, Berlusconi ha perorato la causa del magistrato di Carlo Nordio, che ha presieduto una commissione per la riscrittura del codice penale. Ma le maggiori chance di riuscita ce lha, al momento, lex presidente della Consulta Cesare Mirabelli. Con lui se la batte un altro ex della Corte, Piero Alberto Capotosti. Il prossimo inquilino di via XX settembre potrebbe essere lo stesso Monti, se deciderà che la soluzione migliore per garantire il peso delle misure economiche sia proprio quello di metterci proprio la sua faccia. In alternativa, in pole position resta il rettore della Bocconi Guido Tabellini. E anche Anna Maria Tarantola, vice direttore di Bankitalia. Negli organigrammi finora trapelati la presenza femminile era del tutto assente. Da ieri, al nome della Tarantola, si aggiunge quello di Anna Maria Cancellieri, prefetto in pensione, ex commissario a Bologna dopo lo scandalo Del Bono. Ma è tuttora valida anche lipotesi di Carlo Mosca, lex prefetto di Roma entrato in rotta di collisione con il sindaco Gianni Alemanno, profondo conoscitore del Viminale, dove per anni è stato uno dei direttori generali, nonché capo di gabinetto di Scajola e Pisanu. Per quel palazzo sembra del tutto tramontata la candidatura di Giuliano Amato, buon nome da spendere per la Farnesina, dove resta in piedi anche la soluzione del segretario generale Giampiero Massolo. Stabile per la Difesa lex comandante della Gdf Rolando Mosca Moschini. Ugualmente confermati per la Salute Umberto Veronesi, per lIstruzione Lorenzo Ornaghi, per i Beni culturali Salvatore Settis, per il Welfare Carlo DellAringa. Una novità invece per lAmbiente dove lattuale direttore generale Corrado Clini farebbe il salto al piano nobile del ministro. Per la Pubblica amministrazione corre il nome di unaltra donna, Luisa Torchia, che viene dalla scuola di Cassese.