Lassessore Mattei: "Avevamo chiesto la demolizione ma la soprintendenza si è opposta". Ledificio è vincolato anche per il camino Il soffitto di una colonica del Trecento fa da tappo alla linea 2 Il soffitto e il camino di una colonica del Trecento vincolata anni fa dalla Soprintendenza ai beni ambientali e architettonici, situata nella strettoia nel tratto tra via Torre degli Agli e via Garfagnana, rischiano di bloccare lallargamento di via di Novoli. «Avevamo chiesto la demolizione ma la sovrintendenza si è opposta, il soffitto e il camino sono testimonianze che potevano essere tutelate spostandole altrove», dice lassessore alla viabilità Mattei, che ricorda come il no alla demolizione comporti ricadute sullorganizzazione futura del traffico: con i binari posati tra la colonica e i palazzi lungo il lato di via di Novoli rivolto verso viale Guidoni (le distanze di legge sono rispettate per un soffio), la strettoia è destinata a diventare un passaggio ad uso esclusivo della tramvia. E via di Novoli cesserà di essere lasse di scorrimento in direzione di Peretola. Tramvia, si deve ad un soffitto e ad un camino il «tappo» di via di Novoli. Cioè la strettoia che si trova nel tratto tra via Torre degli Agli e via Garfagnana, dove campeggia la bianca colonica del Trecento vincolata anni fa dalla soprintendenza ai beni ambientali e architettonici. E quello che chiarirà lassessore alla viabilità Massimo Mattei, chiamato oggi pomeriggio ad illustrare davanti al consiglio comunale tracciato e cantieri della linea 2 Peretola-piazza dellUnità. E, ad una settimana dal via ai 950 giorni di lavori affidati a Impresa Spa, si torna a discutere di ammodernamento e tutela storica della città. «Avevamo chiesto la demolizione ma la sovrintendenza si è opposta», ricorda lassessore. «Su quelledificio cè un decreto di vincolo che risale a molti anni fa», si precisa dagli uffici della sovrintendenza. «Un soffitto ed un camino sono comunque testimonianze che potevano essere tutelate spostandole altrove», ribatte il responsabile della viabilità. Che ricorda come il no alla demolizione comporti ricadute sullorganizzazione futura del traffico: con i binari posati tra la colonica e i palazzi lungo il lato di via di Novoli rivolto verso viale Guidoni (le distanze di legge sono rispettate per un soffio), la strettoia è destinata a diventare un passaggio ad uso esclusivo della tramvia. Le auto dovranno girarci attorno e via di Novoli cesserà di essere lasse di scorrimento in direzione di Peretola che è oggi. Ma il tracciato è ormai quello che è, modifiche sostanziali non sono più possibili. Da contratto, i lavori devono essere ultimati nel giugno 2014, in coincidenza con le prossime elezioni per il sindaco della città. Una corsa contro il tempo che si snoderà per 7 chilometri di percorso e 13 fermate: aeroporto, Guidoni, Montegrappa, Baracchini, Regione, Forlanini, Circondaria, Corsica, stazione Alta velocità, Belfiore, Rosselli, Santa Maria Novella, Unità. E poco importa se, a fronte del «niet» in via di Novoli, sovrintendenza e ministero dei beni culturali si sono decisi a concedere di smantellare in parte il palazzo Mazzoni sul viale Belfiore, dopo il rifiuto iniziale che negli annui Novanta spinse Palazzo Vecchio a cambiare progetto della stazione dellAlta velocità con dispendio di tempo e di denaro. Dal punto di vista dei cantieri a Palazzo Vecchio preoccupano molto lattraversamento in trincea di viale Guidoni (sono i lavori più lunghi) o lattraversamento dei binari di viale Belfiore (allaltezza del semaforo), che impatteranno pesantemente sulla circolazione. Ma è la strettoia di via di Novoli a preoccupare le oltre cinquanta attività commerciali, che non a caso si sono già fatti avanti col sindaco Renzi lo scorso 5 novembre, nel giorno dellinaugurazione dei cantieri. Temono che la chiusura della strada finisca per far crollare a zero i fatturati.