Pietraperzia. Gravi ritardi per i lavori di consolidamento e restauri della chiesa Madre. I lavori sono sospesi da quattro anni. Una vibrata protesta arriva dal parroco della chiesa madre Giuseppe Rabita. Per questi lavori si ebbe un finanziamento di 600mila euro dalla presidenza del consiglio. La gara d'appalto fu espletata dalla Soprintendenza di Enna e fu aggiudicata alla ditta «Seminara Costruzioni» di Gangi. Don Rabita protesta con un documento inviato anche al Presidente della Repubblica e al prefetto di Enna. Nel documento tra l'altro si afferma: «Con questo novembre sono quattro anni che la ditta vincitrice dell'appalto per i lavori di restauro della chiesa Madre di Pietraperzia, ha fatto perdere le sue tracce lasciando il cantiere incompleto. Da allora non si riesce a venire a capo della procedura da seguire per sbloccare l'iter per il completamento dei lavori previsti». Don Rabita propone la revoca dell'appalto e l'assegnazione alla seconda ditta: «In questa vicenda non sono mai riuscito ad avere idee chiare di quello che si dovrebbe fare e mi sono fatto la convinzione che non le avesse chiare nemmeno chi doveva operare. Intanto le somme rimangono disponibili senza che possano essere impiegate. Ho pregato tante persone, bussato a tutte le porte per avere finalmente un finanziamento per lavori urgenti che avrebbero consentito la conservazione della Chiesa. Dopo avere finalmente ottenuto qualcosa dispiace che questi finanziamenti debbano essere bloccati senza alcuna prospettiva di impiegarli, consentendo in tal modo uno sperpero di risorse pubbliche. Nel frattempo la comunità cristiana della parrocchia continua a patire disagio per via delle cappelle laterali chiuse, mentre gli affreschi e i pavimenti delle stesse vanno in rovina e le infiltrazioni d'acqua nella navata sinistra continuano a provocare dissesti a causa della mancata realizzazione della impermeabilizzazione della parete esterna». «Questo comportamento, a dir poco negligente, danneggia non solo il bene interessato, ma danneggia anche l'intera comunità pietrina che vede sempre più degradare i segni della sua storia».