Il sito nellabbandono: scritte, immondizia, cancello divelto. Gullo: "Servono 10 milioni" Visita negata a un gruppo di studiosi francesi che volevano vedere le incisioni Occultate, rese invisibili, le preziose incisioni rupestri della Grotta dellAddaura è come se non fossero mai state scoperte. Come se lo scoppio accidentale di quellarsenale, risalente alla seconda Guerra Mondiale, che provocò lo sgretolamento delle pareti della roccia portando alla luce i graffiti, non fosse mai avvenuto. Leccezionale ritrovamento, caso unico al mondo nel panorama dellarte preistorica, rimane tuttoggi negato allocchio dei vistatori. Chiusa intorno al 2004, la grotta, come tutta larea circostante, è stata dichiarata inagibile e posta sotto vincolo per il pericolo di caduta massi. Da allora un silenzio lungo sette anni è sceso su quelle rarissime incisioni risalenti a circa 12 mila anni fa. Eppure, sebbene il sito archeologico risulti ufficialmente chiuso, chiunque in realtà può "visitarlo". Non cè alcuna sorveglianza e la cancellata che dovrebbe proteggere i graffiti in alcune parti è stata divelta o deformata. In sintesi, chiunque può entrare nella grotta e far ciò che vuole dei preziosissimi graffiti. Del resto, basta vedere come si presenta il sito allesterno per capire che vandali e incivili sono in agguato: la strada che conduce al sito è costellata di discariche, e lesterno della grotta è pieno di graffiti ma di altro genere: scritte con la vernice spray e con i pennarelli, alcune a sfondo volutamente ironico come "mi sto estinguendo". E non solo: nonostante tutto il costone sul fianco nord-orientale di Monte Pellegrino sia composto da roccia friabile che può facilmente generare frane, è una delle mete preferite dei free climbers, gli appassionati di arrampicata. Ai lati dellingresso della grotta è stato tracciato un percorso con tanto di moschettoni e corde penzolanti munite di ganci per larrampicata. Ma come è possibile che un sito raro come questo sia nel più completo abbandono da anni? «Abbiamo di recente fatto un incontro con il Genio civile - dice il soprintendente dei Beni culturali Gaetano Gullo - per mettere in sicurezza larea archeologica e riaprire il sito. Ma il problema è che servirebbero dai 5 ai 10 milioni di euro. Al momento dunque le condizioni non sono favorevoli». Linteresse per i preziosi graffiti dellAddaura si è riacceso grazie al convegno "Psicoanalisi e Preistoria. Lo spazio e limmagine", tenuto a Palermo il 5 novembre. In quelloccasione gli studiosi avrebbero voluto verificare le teorie espresse nel libro "Il centro delluomo. Psicoanalisi e preistoria" di Georges Sauvet e di François Sacco, visitando il luogo e osservando le pareti incise 12 mila anni fa. Ma per i ventitré studiosi provenienti dalla Francia la visita non è stata possibile, dato che il sito è inagibile. «Laccesso non è stato accordato - spiega Malde Vigneri, psichiatra e psicoterapeuta - e fra questi studiosi cerano archeologi, psicoanalisti, storici dellarte che sono stati costretti a vedere i calchi dei graffiti custoditi al Museo Salinas». Nel ricco complesso di incisioni vengono raffigurati uomini ed animali. In mezzo ad una moltitudine di bovini, cavalli selvatici e cervi, viene rappresentata una scena dominata dalla presenza di figure umane «ed è questa - sostiene la dottoressa Vigneri - che rende unici questi graffiti. Prima di allora non erano mai state descritte scene collettive, questa invece è la testimonianza dellesistenza di unidentità di gruppo». Al riguardo, il soprintendente Gullo afferma che nessuna richiesta gli sia mai pervenuta da parte di alcun studioso per visitare le incisioni. «In altre occasioni - spiega - sono state accordate visite da parte di ricercatori, nonostante il problema della sicurezza, ma di questo caso non ne so nulla». Ma al di là di un possibile "incidente diplomatico", il caso dei graffiti dellAddaura alla mercé di tutti resta aperto. E senza una soluzione.