Il restauro effettuato da Pietro Gori e Sandra Pucci promosso e finanziato dal Rotary Club di Empoli VINCI. A Collegonzi, due domeniche fa, è stata festa grande, in occasione della ricollocazione nella chiesa di Santa Maria del quadro raffigurante la Madonna con il Bambino e Santi, appena restaurato. Promotore e finanziatore benemerito del restauro il Rotary Club di Empoli, da sempre impegnato in azioni di tutela nell'ambito culturale, che nelle annate rotariane 2009-2010 e 2010-2011, presiedute da Marco Busoni e da Carlo Cei, ha promosso e realizzato il restauro del trittico dipinto da Niccolò di Pietro Gerini. «Con il restauro del trittico di Niccolò di Pietro Gerini della chiesa di Santa Maria a Collegonzi, - ha affermato Cristina Gnoni Mavarelli, funzionaria della Soprintendenza per i Beni architettonici, paesaggistici, artistici, storici ed etnoantropologici per le province di Firenze, Pistoia e Prato - opera che versava in condizioni conservative estremamente precarie, è stata recuperata una delle più preziose testimonianze trecentesche del territorio empolese. Il complesso e delicato intervento, reso possibile grazie al fondamentale sostegno del Rotary club di Empoli, è stato eseguito con collaudata perizia da Pietro Gori e Sandra Pucci, coi quali ho condiviso le scelte metodologiche, le indagini preliminari, le scoperte progressive e le soluzioni sull'entità delle integrazioni». Il trittico raffigura, nella tavola centrale, la Madonna col Bambino in trono; negli scomparti laterali, i Santi Giovanni Battista e Jacopo maggiore, Marco Evangelista e Ansano; nelle cuspidi, entro tondi, l'Angelo annunciante, Cristo benedicente e la Madonna Annunciata; nella predella, sempre entro tondi, Cristo in pietà tra la Madonna e San Giovanni e, alle due estremità, San Biagio e Santa Lucia con accanto lo stemma del committente, ancora in via di identificazione. Sotto la tavola centrale, è apposta in caratteri romani la data che, dopo l'intervento di pulitura, pare essere il 1385. L'opera è stata ricondotta all'attività di Niccolò di Pietro Gerini, prolifico pittore protagonista dell'ambiente artistico fiorentino dell'ultimo quarto del secolo XIV: ripropone un linguaggio neo-giottesco arricchito da preziosi stilemi decorativi desunti dalla bottega degli Orcagna. «I risultati più significativi - ha proseguito Cristina Gnoni - conseguiti grazie alle operazioni di restauro, sono stati il consolidamento del supporto ligneo, liberato nel retro dalla pesante sovrammissione di materiali incongrui, la riscoperta della raffinata pellicola pittorica nuovamente apprezzabile, a seguito della calibrata pulitura e la restituzione dell'originaria struttura del trittico, ottenuta con la rimozione delle tavolette triangolari apposte tra le cuspidi con l'intento di riproporre l'originaria conformazione del trittico. È stato invece deciso di mantenere, quale significativa testimonianza storica, l'aggiunta pittorica degli scapolari nella mano destra della Vergine, dipinti, con ogni probabilità, tra la fine del secolo XVII e gli inizi del secolo XVIII, per trasformare l'immagine in una Madonna del Carmine, alla quale nella chiesa di Collegonzi era dedicato un altare». La prima citazione del trittico del Gerini nella chiesa di Collegonzi risale al 1638, ma non è da escludere la provenienza dell'opera dalla Pieve di San Giovanni Battista a Sant'Ansano, come lascerebbe supporre la rappresentazione dei santi Giovanni Battista e Ansano negli scomparti laterali. La ricerca storica, come sempre, va avanti e non sono escluse altre sorprese. IL RESTAURO Ricostruite le parti mancanti FUCECCHIO. L'intervento di restauro sul dipinto (tempera e oro su tavola, 143 x 123) è stato eseguito da Sandra Pucci e Pietro Gori. Il primo intervento è consistito nella rimozione delle aggiunte decorative montate tra le cuspidi; lo strato di pece nera è stato ammorbidito e completamente eliminato per consentire gli interventi di risanamento successivi, cioè l'incuneatura delle spaccature e la ricostruzione delle parti mancanti mediante intassellatura. Una pulitura complessiva, un riaccostamento dei distacchi di colore al supporto e l'integrazione delle lacune e dei fori con ritocchi pittorici, la definitiva verniciatura con resina mastice in trementina hanno completato la difficile opera di restauro.
Vinci. Chiesa di Collegonzi il trittico del Gerini riportato a nuova vita
Riassunto in 200 parole:
Il Rotary Club di Empoli ha promosso e finanziato il restauro del trittico dipinto da Niccolò di Pietro Gerini nella chiesa di Santa Maria a Collegonzi. L'opera, che risale al XIV secolo, era in condizioni precarie e versava in una condizione di conservazione estremamente precaria. Il restauro è stato eseguito con la collaborazione di Pietro Gori e Sandra Pucci, che hanno lavorato per recuperare la struttura originale del trittico. Il trittico raffigura la Madonna con il Bambino in trono, insieme a Santi Giovanni Battista, Jacopo maggiore, Marco Evangelista e Ansano. Le cuspidi presentano l'Angelo annunciante, Cristo benedicente e la Madonna Annunciata.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo