Aumenti e verande nuove non vanno giù VIAREGGIO. Non c'è pace sotto il cielo della Passeggiata. Ed i commercianti del salotto buono scalpitano pensando alla serrata, pesante, che dia un segnale una volta per tutti. I negozianti sono imbufaliti, conferma il presidente del Comitato Passeggiata, Roberto Vannozzi: «Con Ascom abbiamo già deciso che non siedermo più al tavolo di concertazione con l'amministrazione». La goccia che ha fatto traboccare il vaso è la decisione dell'amministrazione Lunardini di cambiare tutte le verande, nel tratto piazza Maria Luisa-piazza Mazzini non interessato ai lavori di rifacimento, a partirte da dopo Carnevale. Da piazza Mazzini al Molo se ne riparlerà, invece, tra due anni quando i lavori appena iniziati saranno terminati. «Quando e se un giorno l'intervento di rifacimento toccherà anche il tratto di Passeggiata oggi escluso - commenta Vannozzi - il piano di appoggio dele verande che sarnno state installate sarà inevitabilmente modificato. Per non parlare che i nuovi modelli dovranno prevedere il passaggio sotterraneo di cavi ed apparecchiature, così da eliminare condizionatori ed altro dalla vista. A marzo andiamo a mettere le nuove verande ed un giorno ci sarà da rifare tutto questo...Non siamo soddisfatti e l'amministrazione non ci fa certo un bel servizio». Sulla decisione sembra esservi poco margine per fare passi indietro. Anche se, sottolinea Vannozzi, «in realtà si è fatta una sola riunione e non ne sono state fissate altre». La stessa riunione nella quale, come anticipato dal "Tirreno" qualche settimana fa, la Sovrintendenza - rappresentata dall'architetto Glauco Borrella - ha decretato "no veranda" davanti agli edifici che hanno facciate storiche classificate beni nazionali da tutelare. «Abbiamo fatto presente che alcuni dei locali all'interno di questi edifici - spiega Vannozzi - senza verande possono solo chiudere i battenti perché all'interno non hanno assolutamente posto. E abbiamo chiesto che si trovi una soluzione. Ma ci siamo sentiti rispondere che "qualcuno si dovrà sacrificare", "qualcuno piangerà"». A questo motivo di preoccupazione e scontento si somma la decisione del Comune, già entrata in vigore, di raddoppiare il costo del suolo pubblico per quegli esercizi commerciali che lo utilizzano tutto l'anno e non solo per la stagione estiva. «È una scelta immorale e insostenibile», è ancora Vannozzi a parlare, «anche considerando che solo nel 2007, con la precedente amministrazione, l'aumento fu del 140. Meno di cinque anni dopo si dice di raddoppiare la cifra. Mentre a Lido di Camaiore si paga molto meno, con la Passeggiata rifatta e con le verande che diventano un tutt'uno con il locale quando c'è maltempo...». E se le categorie non siederanno più al tavolo con l'amministrazione comunale che tra un anno e mezzo affronta lo scoglio delle nuove elezioni, i commercianti si stanno organizzando: «È decisamente difficile trattenerli sulla strada della serrata», annuncia Vannozzi. Che, concludendo lo sfogo, tocca uno dei tasti di "crisi" nel rapporto amministrazione-categorie commerciali: che fine ha fatto il Piano delle funzioni? Necessario per definire cosa può parire e cosa no in città,cavallo di battaglia dell'assessore Antonio Cima, lanciatissimo contro i negozi di "kebab" in centro città, annunciato e poi ancora annunciato come imminente, il provvedimento - conferma lo stesso Cima - è da tempo nelle mani della Giunta. Lo stesso sindaco lo ha visto e apprezzato, ma del Piano al momento non c'è traccia. Perché, mormora radio-Comune, prima devono trovare vita e compimento le operazioni di edilizia commerciale previste dal Regolamento urbanistico.