Il soprintendente: torneremo al fianco delle grandi capitali Rilanciamo lArtecard una iniziativa poco pubblicizzata ma da considerare tra le più riuscite La prima cosa che farà appena approdato a SantElmo: guardarsi i conti della soprintendenza al Polo museale. Ma potrà farlo solo martedì, perché Fabrizio Vona, nuovo soprintendente che succede a Lorenza Mochi Onori, manterrà la reggenza a Bari. «Devo imparare tutto», dice lo storico dellarte medioevale che è stato allievo di Cesare Brandi. Ma cè già chi obietta che il doppio incarico non si addice a chi ha un territorio così difficile come quello di Napoli. Lumbra Mochi Onori non ha fatto fuochi dartificio, non ha dato input fondamentali né ha avviato un programma che desse una linea anche dopo il suo mandato, e per lunica mostra di questo biennio si è dovuto riesumare un Ribera di Nicola Spinosa per richiamare un po di turismo. Napoli ha avuto una sorte diversa dalla capitale meneghina ritratta in "Le rovine di Milano", lincisivo pamphlet dello storico dellarte Giovanni Agosti sulla nefasta influenza della politica sulla città darte. Ma il risultato non cambia. Politica invadente e poco munifica. Almeno a Milano le brutte mostre hanno procurato occupazione, a Napoli invece tutto fermo. È politica, naturalmente, anche quella rappresentata da Riccardo Villari, ieri alla sua ultima giornata come sottosegretario del ministro Galan. Forse confermato, dicono, considerato che in un governo demergenza i ministeri meno "cogenti" non vengono toccati. E allora ecco Villari, dopo gli ultimi giorni di Pompei a cui ha la delega, dove tra muri caduti per la pioggia e per finta, ha portato avanti lidea di un modello di imprenditoria privata per salvare il destino dellarea archeologica. Tra i modi che usa la politica, cè la vaghezza anche dove il dettaglio sarebbe di importanza cruciale. Villari ha presentato il nuovo responsabile del Polo museale nella sala conferenze del Museo di Villa Pignatelli, portando i saluti anche del sindaco de Magistris e quelli della Provincia e della Regione, tutti però vistosamente assenti. Alla sua sinistra, il direttore generale per il Paesaggio, le belle arti, larchitettura e larte contemporanea, Antonia Pasqua Recchia. Che ha tenuto fermo il discorso sulle potenzialità di Capodimonte e sul calo dei turisti in Campania a partire dal 2008: 900 mila presenze in meno. «Impossibile che si debba impiegare unora e mezza per salire da piazza Municipio a Capodimonte e una volta arrivati non si trovi lombra di un parcheggio». Istanze ripetute fino alla noia da Nicola Spinosa, quando era soprintendente. Che nessuno, in Comune o in Regione, ha mai ascoltato. In più, a Capodimonte fanno sapere di essere ancora in attesa della firma del ministero per il passaggio di fondi dalle soprintendenze "ricche" di Firenze, Roma e Venezia a Napoli come vuole la legge sul riequilibrio varata da Galan. Trasferimento di soldi che invece è stato effettuato da Pompei proprio a Capodimonte: 4 milioni di euro, che han fatto leffetto di una coperta corta inutilmente tirata di qua e di là. Alla destra del sottosegretario in scadenza, il direttore regionale per i Beni architettonici e paesaggistici Gregorio Angelini, che ha lamentato «il bisogno di una politica culturale condivisa con la Regione Campania. I problemi li conosciamo, riguardano trasporti, accoglienza, indotto. Eppure siamo in presenza di uno straordinario patrimonio culturale: Capodimonte in un anno conta 119 mila visitatori, il 40 per cento dei quali non paga biglietto, un milione di persone invece entra nel bosco, considerato che i sensori ne rilevano 3 milioni. Quindi i numeri ci sono: bisogna solo convincere i visitatori del sito a entrare anche nel museo». A proposito del bosco, Villari ha rilanciato una proposta già fatta altre volte, e che non è solita riscuotere lentusiasmo popolare: «Far pagare lingresso un biglietto anche solo di cinquanta centesimi per poter contribuire ai costi della manutenzione». Il bosco di Capodimonte è lunica risorsa di verde pubblico per un quartiere che non brilla per servizi ai cittadini, conta tra i suoi frequentatori sportivi, immigrati e famiglie che provengono anche da altri quartieri. Secondo il direttore regionale Angelini «si potrebbe creare allinterno del bosco una serie di eventi per trascorrere il tempo libero nel parco e preparare e indurre una visita al museo». Il nuovo soprintendente ha detto di considerare «Napoli come la capitale di tutto il Sud» e di conoscerla bene, fin da giovanissimo. «Dovremo valorizzare il patrimonio monumentale medioevale. Napoli merita di essere riportata al livello delle capitali europee. Capodimonte non ha nulla da invidiare al Louvre o al Prado. Non critico i miei predecessori. Ho tanto da imparare. Ma forse liniziativa dellArtecard è da considerare tra le più positive: è stata poco pubblicizzata ma credo che vada rilanciata». A fine conferenza stampa, i primi contatti tra il soprintendente e le funzionarie dei siti monumentali del Polo Museale. Poi un fitto colloquio con Villari sui futuri programmi.
Napoli. Vona, progetto europeo
Il nuovo soprintendente del Polo museale di Napoli, Fabrizio Vona, ha iniziato il suo mandato con la promessa di valorizzare il patrimonio culturale della città. Ha detto di considerare Napoli come la capitale del Sud e di conoscerla bene, fin da giovanissimo. Ha anche promesso di valorizzare il patrimonio monumentale medioevale e di riportare la città al livello delle capitali europee. Il suo primo passo sarà guardarsi i conti della soprintendenza. Il sottosegretario del ministro Galan, Riccardo Villari, ha presentato il nuovo responsabile del Polo museale e ha presentato una proposta per far pagare l'ingresso al bosco di Capodimonte con un biglietto di cinquanta centesimi.
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