Ciro Cacciola traccia il bilancio di tre anni di attività della struttura museale nonostante i mancati finanziamenti Tre anni di attività alle spalle, oltre 200 mila visitatori, per un ex edificio scolastico al centro di Ercolano riconvertito a polo culturale. Eppure, alla vigilia del suo completo "Restyling 2.0", il Mav, pur riconfermandosi come terzo museo più visitato della Campania, continua a lamentare un bilancio in rosso, dovuto principalmente ad uno scoperto di 600 mila euro, di fondi non erogati da Regione e Provincia. «Unempasse istituzionale che oggi sembra finalmente rientrare», getta acqua sul fuoco il direttore del museo Ciro Cacciola, annunciando larrivo dei 300 mila euro della Provincia entro fine mese. Dottor Cacciola, rimangono tuttavia sospesi ancora i finanziamenti regionali «Effettivamente mancano quelli del 2010 e 2011, sia della giunta Bassolino che Caldoro. Ed è un evento bizzarro, poiché il Mav è una struttura che funziona e piace, con un bilancio più che positivo di visitatori anche per questanno, assestati intorno alle 60 mila unità, e che esclude la paventata chiusura dei mesi scorsi. Semplicemente, ci atteniamo ad una rigida politica di contenimento spese: dal personale (9 funzionari), impiegato part time al 50, alla vigilanza essenziale. Attendiamo che Regione, Provincia e Comune decidano una volta per tutte se valga la pena continuare ad impegnarsi a mantenere viva questo progetto. La Provincia ci ha dimostrato di volerlo fare». Dove avete recuperato i fondi per "Mav 2.0"? «Fanno parte di un finanziamento Por Campania presentato nel 2009. "Mav 2.0" è costato meno di 700 mila euro, di cui 550mila regionali. Organizzeremo a dicembre il secondo festival di animazione "AniMav", coordinato da Mario Serenellini, che prevederà lanteprima nazionale al Grenoble del terzo episodio della saga dei "Minimei"di Luc Besson. Entro primavera, organizzeremo una "Rassegna di cinema e archeologia", gemellati con Rovereto». Il Mav non colma il divario coi 200 mila ingressi annui agli scavi di Ercolano a poche centinaia di metri. Cosa manca? «Lassenza di una governance che colleghi le molte realtà culturali del territorio. Abbiamo convenzioni con trenta tour operator che attirano turisti, soprattutto francesi spagnoli e russi, ma non basta. Da tempo chiediamo alla Soprintendenza di inserire un sistema di bigliettazione che includa in una unica card lingresso allarea archeologica, al museo e alla Reggia di Portici».