Progetto per lasse Lolli-Notarbartolo con verde e un grattacielo Il piano è in attesa del via libera da parte delle Ferrovie Linvestimento sarebbe 750 milioni Dalla Stazione Lolli alla Notarbartolo cè un lungo corridoio verde, con alberi, piste ciclabili, impianti sportivi, stile Ramblas barcellonesi. Ai lati, nelle aree dismesse dalle Ferrovie, cè spazio per nuovi insediamenti abitativi, per quelli produttivi e culturali e perfino per un grattacielo alto 144 metri che connoterebbe il nuovo skyline di Palermo. Lì, in un nodo dei trasporti (tram, treno, bus) potrebbero essere gli uffici della Regione, senza colare altro cemento in città. Un libro dei sogni? Non proprio visto che ieri la sezione di Palermo dellAnce, lassociazione nazionale dei costruttori di Confindustria, ha organizzato una giornata di studi a palazzo Forcella per caldeggiare la proposta, elaborata dagli uffici comunali su finanziamento del ministero delle Infrastrutture. Un intervento che riqualificherebbe 19 ettari di territorio in una zona ad alta densità abitativa e per il quale sarebbero necessari 750 milioni di euro di investimenti. Ma prima dei fondi forse è necessario parlare dellattualità stringente, visto che, fra pochi mesi, quella grande trincea ferroviaria in disuso da quasi quarantanni, sarà definitivamente coperta per la realizzazione del passante ferroviario e il corridoio si manifesterà agli occhi di tutti. E in quel momento che si potrà capire dove troveranno posto le 280 nuove abitazioni previste, i 95 mila metri quadri di parcheggi e i 27 mila di verde. Una torta appetitosa, che potrebbe fare gola a mezza città e alle sue imprese. Una soluzione che potrebbe «ricaricare Palermo», per usare le parole del docente di architettura Maurizio Carta: «Perché la città ha un forte Dna, non bisogna cedere al facile pessimismo dei dati economici. E nemmeno farsi scoraggiare dallassenza dei capitali. I fondi potrebbero essere reperiti in ambito europeo o con il project-financing». Attualmente lo studio è stato inviato ai vari enti come Soprintendenza e Genio civile per la richiesta di valutazione ambientale e strategica. «La strada non è semplice confessa lurbanista Giuseppe Gangemi perché intanto il progetto non è condiviso. Lidea parte dal Comune, ma non sappiamo che intenzione abbia il proprietario dellarea, le Ferrovie dello Stato, società che dispone di una liquidità e che potrebbe essere partner economico. Il Comune recita un ruolo fondamentale, avendo la responsabilità della programmazione degli interventi sul territorio e ha dimostrato progettualità, il che è un bel passo in avanti. Rimane lostacolo del Consiglio comunale che si è rivelato un elemento di forte contrasto a tutte le forme di riqualificazione urbanistica». E infatti, il presidente dellAnce Palermo, Giuseppe Di Giovanna, non nasconde che questo progetto «presuppone lesistenza di una classe politica cittadina totalmente diversa dallattuale». Il riferimento è alla recente mancata approvazione del Prg del porto in Consiglio comunale. LAnce pone laccento anche sulla qualità degli interventi da realizzare, proponendo la progettazione esecutiva ad un professionista riconosciuto a livello internazionale. Dovrebbe essere il Comune stesso a proporre un concorso di progettazione a inviti ed evitare i maxi appalti che terrebbero fuori dal mercato limprenditoria siciliana. E per evitare i rischi di infiltrazione mafiosa tutti i passaggi saranno controllati da una commissione presieduta dal prefetto.