La clamorosa protesta dopo che è fallito il tentativo di portar via il "tesoro" e metterlo in una banca AREZZO. Incatenati per protesta davanti a Casa Vasari. E' terminata con una clamorosa protesta la lunga giornata che doveva permettere ai conti Rasponi Spinelli Festari di prendere possesso dell'archivio Vasari che hanno ereditato dal padre Giovanni. «Non riusciamo a far valere un nostro diritto, siamo gli unici proprietari dell'archivio e la Soprintendenza archivistica della Toscana, che ha perso in ogni sede di giudizio, ci nega perfino di poter prendere visione di quelle carte», si sfoga Lorenzo. Lui ha deciso di trascorrere tutta la notte incatenato davanti a Casa Vasari. Dormirà su una coperta. E la protesta andrà avanti ad oltranza. «Possiamo solo rispondere così ai soprusi», continua aggiustando il cartello. Ieri mattina i fratelli Festari, pur con un brutto presentimento, sono partiti da Chianni in Valdera, dove abitano, convinti di poter prendere possesso del tesoro e metterlo in banca. Ma loro a Casa Vasari sono stati accolti da un muro. Il custode di Casa Vasari, Antonio Agnello, che si è fatto fotografare con i fogli inediti dell'archivio e le foto sono ora in vendita su internet a cinquemila sterline, ha opposto un deciso rifiuto a ogni richiesta dei Festari. «Faccio solo quello che mi è stato chiesto dai miei superiori», ha ripetuto all'infinito. E non è la prima volta che ai conti viene impedito di avvicinarsi alle preziose pagine. La stessa rigidità non c'è stata verso chi le ha fotografate (senza l'autorizzazione dei proprietari) e pubblicate su internet. E fallito così il tentativo (è il secondo dal 2005) degli eredi Festari di prendere possesso dell'archivio. «Che siamo i proprietari lo stabiliscono sentenze definitive sia della Corte d'Appello di Firenze che del tribunale di Arezzo. Ogni giudice ci ha confermato la piena proprietà ed è stata disposta anche la restituzione. Ma non c'è niente da fare, siamo esasperati», spiega Leonardo. Alla fine sono dovuti intervenire pure i carabinieri - tra la meraviglia dei visitatori - nella casa natale di Giorgio Vasari Pur essendo accompagnati dai loro legali, Guido Cosulich e Luca Poldaretti, i quattro fratelli non sono riusciti a scrivere la parola fine al contenzioso. Anzi, ora si apre un nuovo capitolo. I conti hanno chiesto il sequestro dell'archivio. Hanno presentato una querela contro la direttrice della Soprintendenza e il custode di Casa Vasari. Li accusano di appropriazione indebita e di non volere ottemperare alle sentenze che negano alla Soprintendenza ogni forma di possesso del tesoro del Vasari. L'archivio Vasari, vincolato dal Ministero e il cui valore è stato stimato intorno ai 150 milioni di euro, è composto da 34 sfilze o volumi di cui trentuno sono depositati ad Arezzo e tre, dopo essere stati rubati nel 1980 da una villa di proprietà dei Festari, sono stati acquistati (non è stato mai chiarito come sia stato possibile nonostante le denunce dei conti) dall'università di Yale (che li ha valorizzati organizzando un simposio). Il patrimonio lasciato dal padre della storia dell'arte italiana, nato cinquecento anni fa, contiene scritti autografi di Giorgio Vasari stesso, lettere (17 sono di Michelangelo), disegni e corrispondenze con i papi.