La questione del mostro della Fortezza travalicherà i confini cittadini. Infatti, la prossima settimana a Roma il sindaco Leonardo Domenici e il ministro per i beni culturali Giuliano Urbani affronteranno il problema dell'eventuale deturpamento dell'area direttamente a quattrocchi. L'incontro non è stato fissato all'improvviso dopo lo stop ai lavori imposto con la delibera del primo cittadino, ma si tratta di un vertice concordato da tempo che avrà al primo punto dell'ordine del giorno un aggiornamento della situazione dei grandi Uffìzi. Ma è inevitabile che sindaco e ministro parlino anche del parcheggio «mostro» che tante polemiche ha suscitato in città. L'interessamento di Roma non è fuori luogo perché la tutela del patrimonio architettonico resta una competenza nazionale, anche se con il federalismo condivisa con la Regione. Lo Stato in questa vicenda finora ha avuto ruoli diversi e spesso anche contraddittori, ma potrebbe essere l'istituzione giusta per dire la parola fine a una storia fin troppo travagliata. Comune e Sovrintendenza avevano dato l'ok al primo progetto che prevedeva parcheggi e galleria commerciale: l'opera - anche se era stata costruita rispettando i crismi della regolarità - era stata ridimensionata in corsa. Aboliti i negozi, via anche un centinaio di posti auto e ribassati i soffitti. In questo modo l'impatto - giuravano i tecnici riuniti per la seconda volta nella conferenza dei servizi - sarebbe stato completamente trascurabile. La prosecuzione dei lavori, però, ha sollevato nuove critiche dei comitati, tanto aspre da costringere il sindaco a fermare di nuovo i lavori in attesa che tre saggi (da nominare) decidano se il manufatto deve considerarsi invasivo, oppure decoroso. A questo punto potrebbe essere proprio il ministero a prendere in mano la situazione, considerando che Paola Grifoni, la soprintendente per i beni architettonici, ha dato un giudizio personale completamente negativo sulla realizzazione del parcheggio davanti alle mura del Sangallo.