I fratelli Festari volevano prendere i preziosi documenti e portarli in una banca. II custode si è opposto AREZZO Si sono incatenati davanti a Casa Vasari i fratelli Festari, proprietari, secondo sentenze di più tribunali, dell'omonimo Archivio e in guerra da anni con ministero e Soprintendenza archivistica per la gestione e lo sfruttamento dello stesso. «Le sentenze anche se non piacciono vanno rispettate ed eseguite in nome del popolo italiano! Vent'anni di sentenze per la soprintendenza archivistica non hanno valore», «Perché non ci fanno vedere l'archivio vasariano? Cosa ci vogliono nascondere?», «Per il nostro diritto di esclusiva piena proprietà. La lex è uguale per tutti», «E' veramente una vergogna negarci di controllare la nostra proprietà. La Costituzione è calpestata». Questi i quattro cartelli con cui i fratelli Francesco, Leonardo, Antonio e Tommaso hanno espresso la loro frustrazione per l'ennesima battaglia persa in un tira e molla che era iniziato ieri mattina alle io ed è andato avanti per tutta la giornata, fino al colpo di scena finale. I Festari si sono presentati a Casa Vasari con gli avvocati Guido Cosulich, Luca Poldaretti e un consulente di parte, pronti a visionare l'archivio e portarlo nel caveau di una banca, a Pisa. Ma si sono trovati di fronte la resistenza del custode, Antonio Agnello, che si è rifiutato, rimandando tale responsabilità al ministro competente e alla soprintendente archivistica per la Toscana, Diana Toccafondi. Non sono mancati momenti di forte tensione tra le parti, l'avvocato Poldaretti con in mano le carte processuali e Agnello con una lettera della soprintendenza, fino all'arrivo del luogotenente Urso dei carabinieri di Arezzo. L'avvocato Cosulich, con uno dei fratelli Festari, è andato via con i militari per denunciare l'abuso d'ufficio e chiedere al magistrato competente 1'ok al sequestro dell'archivio a favore dei legittimi proprietari. Secondo i Festari, tra le 12 e le 13, la Toccafondi avrebbe acconsentito che prendessero visione dell'archivio alla presenza dei carabinieri, contraddicendosi un'ora dopo al telefono con l'avvocato Poldaretti. In questa situazione di stallo si è arrivati fino alle 19, quando il colonnello Sorrentino ha fatto uscire i Festari da Casa Vasari. Loro, per protesta, si sono incatenati, ma solo Leonardo dovrebbe essere rimasto fino a questa mattina. «Due cose ci tengo a sottolineare ha detto Tommaso Festari la prima è che i russi avevano 150 milioni di euro pronti, vendita che ci è stata fatta saltare, e che il sindaco di Arezzo continua a offenderci nonostante ci fossimo detti disposti a organizzare insieme una mostra. Siamo delusi e mortificati, senza contare i 3 faldoni dell'archivio che la soprintendenza ha mandato negli Stati Uniti a nostra insaputa e gli altri 341 che detiene a Firenze senza motivo». La prossima settimana torneranno per prendere l'Archivio, e il nodo sarà sempre lo stesso: l'interpretazione del vincolo pertinenziale.
Arezzo. Archivio Vasari, gli eredi si incatenano: è nostro
I fratelli Festari, proprietari dell'Archivio Vasariano, si sono presentati a Casa Vasari con gli avvocati per visionare l'archivio e portarlo in una banca. Il custode, Antonio Agnello, si è rifiutato di lasciarli entrare, affermando che la responsabilità era del ministro competente e della soprintendente archivistica. I Festari si sono incatenati davanti alla casa per protestare. Dopo una serie di negoziati, il colonnello Sorrentino ha fatto uscire i Festari, ma solo Leonardo è rimasto incatenato. I fratelli sostengono che la soprintendenza archivistica sta nascondendo l'archivio e che la Costituzione è stata calpestata.
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