Non gliele manda a dire né indietreggia di un passo Giuliano da Empoli quando sfoglia Il Giornale e legge l'attacco frontale del ministro Giancarlo Galan contro di lui reo, di non aver mollato la poltrona del Cda della Biennale di Venezia anche se il cambio ai vertici dell'istituzione culturale numero uno in Italia era più che un intendimento del Ministero. Da Empoli, non solo non ha lasciato quell'incarico, ma non intende farlo neanche ora. «E' un'istituzione che amo molto dice e da cui non prendo un euro» ma ne argomenta anche le motivazioni con un fendente che colpisce il ministro senza se e senza ma. I fatti: ieri Il Giornale ha pubblicato la notizia del salto della nomina di Giulio Malgara, uomo di Galan, alla presidenza della Biennale che avrebbe dovuto sostituire Paolo Baratta, corredandola di un'intervista al ministro. Il quale, dopo aver lodato il senso dello stato di Malgara, pronto a farsi da parte in un momento di crisi per il Governo e l'Italia intera, ha sferrato il suo attacco contro «quel consigliere che siede nel Cda della Biennale di Venezia, nominato dal governo di sinistra, attualmente assessore alla cultura del comune di Firenze». Da Empoli, continua Galan, «non solo si è ben guardato dal presentare le proprie dimissioni dopo le scorse elezioni ma non ha mai sentito il dovere di fare una telefonata, né a me né a Sandro Bondi che mi ha preceduto». L'assessore replica secco: «Il gesto di Galan è apprezzabile, però è figlio di una forzatura all'origine, una forzatura, con la quale aveva pensato di imporre alla Biennale una governance del tutto inadeguata nominando un signore (Giulio Malgara ndr.) noto solo come creatore dell'Auditel e il suo capo di Gabinetto (Salvatore Nastasi avrebbe dovuto prendere il posto di da Empoli ndr.) nel Cda. Il mandato della Biennale dura 4 anni. Alla scadenza naturale andranno fatte delle scelte pensando alla qualità della gestione dell'istituzione e non alla fedeltà a questa o a quella parte politica».
Giuliano da Empoli. Con Galan botta e risposta sulla Biennale
Il ministro Giancarlo Galan ha attaccato Giulio Malgara, consigliere della Biennale di Venezia, in un articolo di Il Giornale. Malgara era stato nominato dalla precedente amministrazione, ma Galan lo ha accusato di non aver mollato la poltrona del Cda della Biennale. Giulio Malgara ha risposto secco, affermando che il gesto di Galan è figlio di una forzatura e che aveva pensato di imporre una governance inadeguata alla Biennale. Malgara ha anche affermato che il mandato della Biennale dura 4 anni e che alla scadenza naturale andranno fatte delle scelte pensando alla qualità della gestione dell'istituzione.
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