Smentite le voci di una nomina a ministro al posto di Galan Presto la scelta del direttore di Architettura, Müller incerto «Non ho proprio nulla da dire, perché sono il presidente della Biennale e tale resto». Così Paolo Baratta risponde alle voci circolate negli ultimi giorni su un suo possibile "approdo" al Ministero dei Beni Culturali nel nuovo Governo di emergenza nazionale che Mario Monti si accinge a formare. Perché Baratta è e vuole restare alla guida della fondazione, soprattutto ora che, archiviata la vicenda della designazione di Giulio Malgara da parte del ministro Giancarlo Galan, con il ritiro della candidatura, la strada per la riconferma sembra spianata. Deciderà, naturalmente, il nuovo ministro dei Beni Culturali. Tra i nomi che circolano, quello di Salvatore Settis, tra i firmatari dell'appello lanciato dalla Nuova Venezia per chiedere a Galan il mantenimento della Biennale di Baratta, che ha raccolte oltre 4300 firme - molte delle quali di prestigio internazionale - contribuendo in modo significativo alla retromarcia del ministro. Ma nella scelta conterà questa volta - contrariamente a quanto era avvenuto con Galan - anche la consultazione con i rappresentanti degli enti territoriali, a cominciare dal sindaco Giorgio Orsoni, vicepresidente di diritto della Biennale e del presidente della Regione Luca Zaia, che hanno chiesto entrambi la riconferma di Baratta. L'altra mattina molto presto - ha ricostruito Galan la vicenda della rinuncia al suo candidato - «mi ha chiamato Giulio Malgara, confermando quella signorilità che molti non hanno dimostrato, invitandomi a decidere liberamente se andare avanti sulla sua nomina o fermarmi per evitare di mettere in difficoltà il Ministero e l'istituzione. Io per carattere sono un guerrafondaio, dunque sarei andato avanti perché mi trovavo nelle condizioni di poter procedere. Poi, pensandoci bene, ha prevalso il senso dello Stato, non comune ad altri». Baratta intanto non ha mai smesso di lavorare, anche se la scadenza del 18 dicembre, quando decadrà, insieme all'attuale Consiglio di amministrazione, si avvicina. All'ordine del giorno della prossima seduta, prevista tra una decina di giorni, dovrebbe esserci tra l'altro la nomina del nuovo direttore della Mostra di Architettura, in programma nel settembre 2012, per consentirgli di impostare il suo lavoro, in attesa che il nuovo Consiglio venga insediato. Aspetteranno invece le altre nomine, comprese quelle di Arti Visive e di Cinema, che saranno lasciate al nuovo Consiglio di amministrazione, dove però potrebbero esserci buona parte degli attuali consiglieri: sicuramente Orsoni e Zaia e, con molta probabilità, lo stesso Baratta. Ma proprio la questione del nuovo direttore della Mostra del Cinema si presenta tra le più intricate. Se con Galan e Malgara la riconferma di Marco Müller - che avrebbe così portato a dodici anni il suo record di direzioni del Festival - sembrava scontata, così potrebbe non essere, invece, con Baratta. Non è escluso che sia lo stesso Müller ad anticipare i tempi e a dichiararsi indisponibile, viste le frizioni dell'ultimo anno - pur rimaste sotto traccia - con il presidente. Due caratteri forti, due grandi professionisti nei rispettivi ambiti, ma con personalità che si sono trovate in discussione proprio rispetto all'autonomia sul piano economico e organizzativo che Müller reclamava già ai tempi di Croff. Per questo il percorso comune potrebbe finire qui. Con la rinuncia di Malgara alla corsa perla presidenza della Biennale di Venezia, che spalanca virtualmente le porte alla conferma dei presidente in carica Paolo Baratta, si chiude anche la raccolta di firme lanciata sul sito della Nuova di Venezia e Mestre. Tutto è cominciato un mese fa, 1'11 ottobre, e da allora l'appello del nostro giornale ha ottenuto complessivamente 4363 adesioni: personalità della cultura, dell'arte, dello spettacolo, ma anche pensionati, casalinghe, operai e professionisti. Le firme per Baratta sono arrivate da ogni regione italiana e da venti diversi paesi del mondo. Ora che la vicenda può dirsi conclusa, cala il sipario sull'appello via web. Dalla redazione della Nuova un grazie sincero a tutti quanto hanno sostenuto questa battaglia.