Presso il complesso del San Michele il 17 e 18, per discutere sull'evoluzione delle nuove tecnologie digitali Al Complesso di San Michele a Ripa di Roma si incontreranno oltre quattrocento bibliotecari provenienti da tutta Italia per parlare della diffusione dei libri in formato digitale Saranno due giorni per parlar del futuro delle biblioteche. Accadrà a Roma il 17 e 18 prossimi presso il Complesso di San Michele a Ripa Grande in occasione del 57 Congresso dell'AIB (Associazione italiana Biblioteche), che farà atterrare nella capitale oltre quattrocento bibliotecari provenienti da tutta Italia. Il convegno, dal titolo "Il futuro in biblioteca, la biblioteca in futuro", si svolgerà in un momento storico di rilevanti e repentine trasformazioni che coinvolgono tutti i settori, compreso naturalmente quello culturale, in cui le biblioteche giocano un ruolo di primo piano e quindi non possono sottrarsi ad un ripensamento del delle proprie attività in relazione al continuo evolversi delle tecnologie digitali. Il pendolo del convegno batterà infatti proprio sull'evoluzione delle nuove tecnologie digitali e il loro impatto sull'attività delle biblioteche pubbliche della Penisola italica. Tematica assolutamente di grande rilevanza culturale, economica e sociale, che dovrebbe porre le biblioteche in pole position sulla linea bianca di partenza, e che invece, alla luce degli ultimi avvenimenti politici, rischia di farle rimanere ai box. E' infatti di queste ultime settimane l'appello pubblico a sostegno delle biblioteche italiane firmato da oltre novanta personalità della cultura italiana. Da Margherita Hack a Dario Fo, da Elisabetta Sgarbi a Edoardo Nesi, da Antonio Scurati a Roberto Calasso, da Rosellina Archinto a Carmine Abate, tutti hanno sostenuto pienamente le ragioni dell'invito rivolto alla società italiana promosso dall'AIB, l'Associazione Italiana Biblioteche, in collaborazione con il Forum del Libro, l'Associazione Bianchi Bandinelli, Generazione TQ e i Presidi del libro, con il sostegno di IFLA International Federation of Library Associations and Institutions, ed EBLIDA European Bureau of Library, Information and Documentation Associations. Obiettivo? Chiedere un'inversione di rotta che porti maggiore risorse per le biblioteche italiane. Nel confronto con la sola Europa, infatti, l'Italia esce sempre sconfitta a tavolino con risultati a volte tennistici. In Germania i frequentatori delle biblioteche superano gli spettatori delle partite del campionato di calcio; negli Stati Uniti l'investimento sulle biblioteche è parte integrante degli interventi governativi per contrastare la crisi economica; in Francia, Gran Bretagna e Spagna le biblioteche nazionali ottengono finanziamenti e dispongono di personale, attrezzature, risorse adeguate a un paese ad economia avanzata. In poche e semplici parole, spesso all'estero le biblioteche sono un valore aggiunto della società per il futuro della società stessa, e anche grazie ad esse è possibile costruire una coscienza civica individuale e collettiva fondata sulla centralità della cultura e dell'istruzione. Da noi invece no. Tutto questo semplicemente non accade. Ecco perché le parole che verranno spese in questi due giorni dedicati al futuro delle biblioteche avranno la massima rilevanza. Come sottolinea Stefano Parise presidente nazionale AIE, "Viviamo in un'epoca di grandi cambiamenti nelle modalità di accesso alla parola registrata, nelle abitudini di lettura, nelle dinamiche di accesso all'informazione e non è pensabile che tutto ciò non produca effetti sul ruolo delle biblioteche come custodi della memoria, mediatori dell'accesso alla conoscenza, promotori della lettura". Nel corso del Congresso si affronteranno in particolare tre grandi temi: la diffusione di dispositivi di lettura di libri in formato digitale dotati di funzionalità inedite e il loro impatto sulle abitudini dei lettori; lo sviluppo di un'offerta editoriale digitale rivolta a un pubblico ampio e il prestito digitale; la necessità di adeguare l'impianto normativo che tutela la proprietà intellettuale, totalmente inadeguato a garantire un equo bilanciamento delle prerogative dei detentori di diritti e di quelle del pubblico. Dunque un congresso che proietta le biblioteche nel futuro; ma mentre sul palco si discuterà di ebook, social reading, digital lending, con David Lankes, Professor and Director Information Institute, School of Information Studies, Syracuse University, che illustrerà "A New Librarianship for a New Age", nella vita reale la politica toglie letteralmente ossigeno alle biblioteche: tagli ai bilanci e al personale, blocchi all'aggiornamento delle raccolte e riduzioni all'orario di apertura, sono le principali azioni che rendono spesso impossibile l'esercizio delle funzioni più elementari, pregiudicando il diritto dei cittadini alla cultura, all'istruzione, alla conoscenza, alla condivisione dei valori su cui si è costruita la nostra storia. E se si pensa che proprio il Congresso dell'AIB è realizzato anche con il patrocinio di Camera dei Deputati, Senato della Repubblica, Ministero per i Beni e le Attività Culturali, qualcosa allora nel sistema Italia davvero non va.