Sono 150 gli edifici monumentali indicati nel Piano particolareggiato di Ortigia. Per ognuno di questi è indicata una destinazione d'uso che serve a definire il futuro dell'isolotto nel segno della salvaguardia dell'edilizia di pregio. Molti di questi edifici sono di proprietà pubblica e, per questa ragione, al centro di un'opera di ricognizione avviata nei mesi scorsi dalla commissione Urbanistica del Comune, presieduta da Salvo Sorbello e di cui fanno parte anche Ettore Di Giovanni, Roberto Messina, Nino Zito, Paolo Romano, Riccardo Cavallaro, Corrado Di Stefano, Franco Formica, Luciano Aloschi e Piero Maltese (nella foto la seduta di martedì). Compete alla commissione, infatti, verificare la bozza del Ppo prima della sua discussione in Consiglio comunale. Per questa ragione, di Ppo si è parlato spesso nel corso delle sedute all'ufficio tecnico comunale di via Brenta, sino all'ultima di ieri l'altro quando è stata inviata l'ennesima nota all'assessore Messina per accelerare i tempi di consegna del Ppo. Una nota con cui si dichiaravano «illegittimi» i ritardi dell'ufficio nei confronti della commissione. Polemica a parte sui tempi delle procedure relative al Piano di Ortigia, la commissione ha avuto il merito di accendere i riflettori sull'incuria di molti edifici pubblici dislocati nell'isolotto. In particolare, i consiglieri hanno eseguito una serie di sopralluoghi svelando le condizioni di abbandono in cui versano siti di grande interesse storico. Tra questi, il liceo classico «Gargallo», chiuso per restauri da anni tra rimpalli di responsabilità fra Comune e Provincia. E ancora, l'ex convento di Sant'Agostino, destinato a ospitare il museo del Papiro e alcuni uffici della Soprintendenza ma rimasto chiuso e, per mancanza di manutenzione, bisognoso oggi del «restauro del restauro». i.d.b. 11112011