«Le lottizzazioni in pieno verde agricolo non portano né ricchezza né sviluppo... distruzione e degrado dipendono dall'aggressione al territorio» Egregio Direttore, nel confermare che il suo quotidiano rimane punto di riferimento per la collettività iblea e che, almeno negli ultimi mesi, ha assunto anche caratteristiche di maggiore "modernità" e presenza sul territorio dando non poco spazio al dibattito civile, si voleva, da parte della scrivente Associazione, fare riferimento all'articolo dello scorso 3 novembre dal titolo "Il caso Fontana Nuova". L'articolo riportava il pensiero - con riferimento alla vicenda della lottizzazione su terreni viciniori alla grotta preistorica di contrada Fontana Nuova, appunto - dell'architetto Giavatto. Pensiero per certi versi condivisibile, per molti altri no, almeno dal nostro punto di vista. Quanto però è emerso con una certa virulenza, è la astiosità di certe affermazioni (alcune invero anche offensive) dello stesso professionista, che è stato per alcuni anni socio della nostra Associazione. Non è nostro uso fare polemiche ritenendo la nostra un'Associazione storica, seria e poco incline al clamore mediatico. La denuncia di taluni fatti, quando se ne viene a conoscenza, fa parte del nostro Statuto. Vorremmo pertanto far presente all'architetto Giavatto che la denuncia di abusi gravi in ambito ambientale (o che almeno si ritengono tali, ed ovviamente sempre ed in totale buona fede) è compito di tutti i cittadini e non solo delle associazioni ambientaliste, antiche, vetuste, conosciute o "inventate". Quella sorta di "deregulation" tracciata nelle parole dell'architetto Giavatto a noi sembra fuori luogo soprattutto in un momento in cui tutte le associazioni stanno difendendo il Piano Paesaggistico redatto dalla Sovrintendenza di Ragusa (quella stessa Soprintendenza che Giavatto vorrebbe sostenere nel contempo prende in giro le locali associazioni ambientaliste storpiandone il nome, in un gioco che almeno a noi non pare tanto divertente). Del resto, Italia Nostra è da sempre convinta che le seconde case e le lottizzazioni in pieno verde agricolo non portino né ricchezza né sviluppo. Infine, e ci scusiamo con La Sicilia e i suoi lettori per il tempo tolto con le nostre righe che però ritenevamo utili all'attuale e importante dibattito sui temi ambientali, confessiamo di non sapere cosa significhi "sviluppo dinamico", come non comprendiamo la affermazione: "una struttura economica debole porta solo degrado e distruzione". Secondo noi la distruzione ed il degrado dipendono da una aggressione al territorio come è accaduto con le tragiche conseguenze di questi giorni in Liguria e Toscana. Forse l'architetto Giavatto non ha notato quanti capannoni sono in vendita alla zona industriale di Ragusa, nel mentre i sindaci più illuminati di regioni culturalmente evolute si stanno indirizzando verso il risparmio del territorio: il motto del sindaco di Firenze ed altri è "No al consumo del territorio". Giovanna Iacono presidente Italia Nostra Sezione di Ragusa 11112011
SICILIA - Italia Nostra: Diciamo no al consumo del territorio
L'articolo di giornale critica le lottizzazioni in pieno verde agricolo e afferma che non portano ricchezza né sviluppo, ma piuttosto distruzione e degrado. L'articolo cita un'opinione di un architetto, Giavatto, che ha espresso un pensiero simile, ma anche affermazioni offensive. L'Associazione Italia Nostra, che ha denunciato gli abusi ambientali, critica l'opinione di Giavatto e afferma che la denuncia di abusi gravi è compito di tutti i cittadini, non solo delle associazioni ambientaliste. L'articolo conclude che la distruzione e il degrado dipendono dall'aggressione al territorio, non dalla "sviluppo dinamico".
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