È la seconda volta che gli eredi (nella foto) del conte Giovanni Festari di Chianni cercano di prendere possesso dell'archivio Vasari di cui sono proprietari. La prima volta, arrivando a casa Vasari ad Arezzo, il 26 luglio 2005, trovarono una sgradita sorpresa. L'archivio, che ha un valore di circa 150milioni di euro secondo la stima di un perito dei Festari, era stato oggetto di un pignoramento. Sono seguite altre battaglie giudiziarie, l'archivio non è più pignorato e ora i figli del conte intendono fare valere i loro diritti, così come stabilito da numerose sentenze in loro favore. Stamani i quattro fratelli Festari tornano ad Arezzo e tentano di nuovo l'impresa: portare a casa un tesoro. Vogliono prendere possesso dell'archivio (dopo l'inventario) e trasportarlo nel caveau di una banca a Pisa. Hanno informato la Soprintendenza e arriveranno nella città aretina con un mezzo idoneo e un'opportuna scorta. Ci riprendiamo il tesoro I conti Festari oggi ad Arezzo per portare via l'archivio Vasari Alcuni documenti di grande valore sarebbero stati fotografati e pubblicati su Internet senza autorizzazione AREZZO. Non avranno l'armatura e la lancia, come si faceva un tempo, ma quasi. Si presenteranno a Casa Vasari con un furgone e la scorta armata: vogliono riprendersi il loro tesoro-eredità. Stamani i proprietari dell'archivio Vasari - i quattro figli del conte Giovanni Festari - scendono di nuovo in campo con i loro avvocati. Pronti a combattere un'altra battaglia per prendere possesso dell'archivio, una trentina di sfilze o volumi depositate fin dal 1921 presso il museo Vasari ad Arezzo. È la seconda volta che ci provano. La prima, nel luglio 2005, si scontrò con un pignoramento. C'è stato poi un sequestro conservativo. Ogni volta che tentano l'impresa incontrano la ferma reazione del Comune di Arezzo e della Soprintendenza di Arezzo oltre che di quella archivistica della Toscana e del Ministero dei beni culturali che nel passato ha interessato anche la magistratura dopo che i proprietari avevano messo in vendita il patrimonio lasciato dal celebre pittore, architetto e storico dell'arte aretino. Un tesoro stimato 150 milioni di euro su cui si concentrano interessi ed aspettative. I Festari conti Rasponi Spinelli, che abitano a Chianni in provincia di Pisa, non hanno dubbi, come non li aveva loro padre, morto nel 2009. «Siamo unici ed esclusivi titolari della piena proprietà, del possesso e della detenzione dell'archivio vasariano - dicono i quattro fratelli Antonio, Leonardo, Francesco e Tommaso mostrando atti e sentenze - Non è una nostra invenzione. Lo confermano anche sentenze della Corte di Appello e della Cassazione». Anni di guerre giudiziarie, di udienze nei tribunali, di spese legali esorbitanti. Ma i volumi dell'artista sono rimasti blindati in un armadio della casa-museo aretina. «Nel corso del tempo c'è stata da parte di alcune autorità - dicono i fratelli - la palese volontà di non riconoscere i nostri diritti. Di volerli proprio ignorare. Ci impediscono di prendere possesso di un bene che ci appartiene. E ora abbiamo anche potuto verificare che su quelle carte, di grandissimo valore, sono stati commessi alcuni abusi. C'è stata una divulgazione mediatica che non è stata da noi autorizzata. Sia la Soprintendenza che il custode di casa Vasari, secondo noi, continuano a ignorare delle nostre diffide, cioè delle richieste che abbiamo avanzato come proprietà di quei documenti». I conti si riferiscono a fotografie pubblicate su internet e che riproducono uno dei volumi, quello dedicato a Michelangelo Buonnaroti. «Stiamo per presentare un esposto - dicono - in cui chiediamo che si faccia luce sulle responsabilità di chi ha utizzato i documenti senza il nostro consenso e senza la nostra autorizzazione». Nei giorni scorsi sia la Soprintendenza archivistica per la Toscana che il custode di Casa Vasari sono informati dell'operazione-recupero. Oggi alle 10 i fratelli, insieme ai legali avvocato Guido Cosulich e Luca Poldaretti) si recheranno ad Arezzo per perfezionare e completare la restituzione dell'archivio stesso e depositarlo (ecco che per trasportarlo è stato organizzato un servizio con la scorta) nel caveau di una banca a Pisa. «Questo non avviene per un nostro capriccio - dicono i proprietari - è sancito da un verbale di restituzione stilato da un ufficiale giudiziario il 26 luglio 2005. Oggi vogliamo mettere in sicurezza il nostro patrimonio, a tutela delle nostre ragioni». Non è esclusa una clamorosa azione di protesta se il trasloco del tesoro dovesse essere ostacolato. Ma d'altra parte, visti i precedenti, è probabile che i documenti non saranno consegnati tanto facilmente. I Festari intendono comunque procedere con un inventario. Del resto hanno già detto in più occasioni di avere perplessità sulla gestione dell'archivio che il Comune vorrebbe mettere a disposizione della collettività. Un patrimonio culturale che un perito del tribunale di Arezzo ha stimato di valore - due milioni e 700mila euro - molto inferiore ai 150milioni per cui è stato messo in vendita. «Chiederemo una ricognizione sull'archivio per accertare sia la consistenza che lo stato di conservazione», ripetono da mesi i Festari, a volte ostacolati quando chiedono di visionare l'archivio. Chissà se oggi i Festari riusciranno a mettere le mani sull'oro del Vasari. Sabrina Chiellini AREZZO. A Giorgio Vasari (del quale ricorrono i 500 anni dalla nascita) si devono i fondamenti della storia dell'arte; lui stesso FU protagonista della pittura e dell'architettura del XVI secolo. Gli eredi del conte Giovanni Festari, proprietari dell'archivio, poche settimane fa, hanno stipulato il contratto di pegno a garanzia di un'operazione commerciale in Romania. I Festari hanno anche trattative in corso con acquirenti americani, poichè sono intenzionati a vendere l'archivio, al prezzo di 150 milioni. Come già accaduto due anni fa per la vendita dell'archivio a una holding russa, la Ross Engineering (affare poi sfumato), è stato il sindaco di Arezzo, sempre piuttosto battagliero quando si parla del tesoro del Vasari, a rendere nota l'operazione in corso sull'archivio.
CHIANNI. Gli eredi Vasari tornano a riprendersi il tesoro
I quattro fratelli Festari, proprietari dell'archivio Vasari, stanno per tentare di prendere possesso dell'archivio, che è stato oggetto di un pignoramento nel 2005. L'archivio, stimato 150 milioni di euro, contiene documenti di grande valore, tra cui opere di Michelangelo. I fratelli sostengono di avere diritti di proprietà sull'archivio, basati su sentenze della Corte di Appello e della Cassazione. Hanno informato la Soprintendenza e intendono trasportare l'archivio in un caveau di una banca a Pisa. I fratelli hanno già avuto problemi con il Comune di Arezzo e la Soprintendenza, che hanno cercato di impedire loro di prendere possesso dell'archivio.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo