L'architetto candidato al vertice della Fondazione: recuperiamo la missione originaria Mi son messo a disposizione perché ho ricevuto sollecitazioni dagli ordini professionali, dal mio ateneo e da altri. Mi ha fatto piacere MILANO. Pierluigi Nicolin, classe 1941, «architetto intellettuale» come si definisce lui, presidente della Commissione paesaggio del Comune, è tra i favoriti alla successione di Davide Rampello alla presidenza della Triennale. Si è candidato al bando lanciato da Palazzo Marino - e scaduto ieri - accogliendo così «le sollecitazioni» dei tanti che gli riconoscono competenze e prestigio per guidare l'ente di viale Alemagna. La candidatura è stata presentata dagli Ordini degli architetti e degli ingegneri e dal Politecnico, l'ateneo dove insegna. Nicolin può contare anche sulla stima dell'assessore alla Cultura, Stefano Boeri. Un curriculum sterminato, quello dell'architetto. Che conosce bene l'ente in cui si candida ad entrare: dall'85 all'89 fece parte della Giunta esecutiva della XVII Triennale milanese. Anni fa. Ma è proprio dalla memoria di quello che fu la Triennale per la città e l'Italia che ripartirebbe se fosse presidente. Nicolin, perché si è candidato alla presidenza? «Andiamoci piano. Il bando riguarda la posizione di consigliere, sarà poi il Consiglio d'amministrazione a decidere il nuovo presidente. Mi sono messo a disposizione perché ho ricevuto sollecitazioni dagli ordini professionali, dal mio ateneo e da altri. Sollecitazioni che mi hanno fatto molto piacere, al punto che non me la sono sentita di tirarmi indietro». Bilancio in rosso e pochi fondi: duale il suo progetto per la Triennale? «La Triennale è una macchina complessa. Chi si troverà a gestirla dovrà affrontare il problema dei finanziamenti e riflettere sul carattere della Triennale. Negli ultimi 15 anni Davide Rampello è riuscito a tenerla in piedi con una gestione a suo modo brillante. E originale perché mirata sull'intratteni-mento. Così la Triennale è riuscita a sopravvivere e per questo Rampello va elogiato. Ma il problema è che nel frattempo la Biennale di Venezia è esplosa. E lo ha fatto valorizzando quella che era la missione originaria, il carattere appunto, della Triennale milanese: design, architettura e urbanistica. Secondo me quel carattere oggi andrebbe recuperato». Come? «Bella domanda. Non ho ricette pronte, perché il problema riguarda Milano nel suo complesso. Quanto alla cultura, Venezia si è data il tono di città globale anche valorizzando, attraverso la Biennale, quella che era un'invenzione milanese: la Triennale. Io posso dire che mi considero un architetto intellettuale, non un uomo di spettacolo, un esperto nell'intrattenimento. E in viale Alemagna porterò, se sarò scelto, questo approccio». Solo 1.600 euro al mese di paga, ci sta lo stesso? «Sono un uomo sobrio». I motivi Alla base della decisione del Comune ci sarebbe anche la difficile situazione economica della Triennale: il bilancio del 2010 parla di perdite per 1,3 milioni di euro La nomina Il bando per reclutare il sostituto di Davide Rampello è scaduto ieri In pole position c'è l'architetto Pierluigi Nicolin, presidente della commissione Paesaggio L'alternativa Una volta lasciata la guida della Triennale dopo otto anni, Rampello potrebbe diventare commissario del padiglione italiano di Expo 2015: lo sostiene l'assessore Stefano Boeri In corsa A contendere il posto a Davide Rampello in vista dell'evento del 2015 ci sono Luigi Roth, sostenuto dalla Regione, e il presidente di Promos, Bruno Ermolli