Dall'Agenzia del Demanio 720 pagine di possibili attribuzioni agli enti locali Il federalismo demaniale punta a snellire i tempi sulle destinazioni di uso dei beni Scuole, parchi, caserme, palazzi di giustizia, stazioni e aeroporti dismessi, ex polveriere e depositi militari, arenili, decine di ex strutture fasciste... Sono 720 le pagine dei beni nel patrimonio statale a vario titolo segnalati nella disponibilità degli Enti locali da quando è stato approvato il Federalismo demaniale. Solo 79 invece le pagine dell'elenco dei beni indisponibili e cioè che lo Stato non può vendere, stando alla legislazione attuale, per motivi di operatività o culturali. Da Palazzo Chigi ai palazzi monumentali. Per gli altri nell'ambito delle attività propedeutiche all'attuazione del "Federalismo demaniale", infatti, l'Agenzia, «per quanto riguarda gli immobili di natura patrimoniale ritenuti suscettibili di trasferimento a Regioni ed Enti Locali» ha stilato e pubblicato a fini di trasparenza l'elenco dei beni che lo Stato potrebbe vendere per risolvere parte della crisi innescata dal debito pubblico. Anzi, solo con i beni immobili l'Italia potrebbe azzerare il buco di 1900 miliardi di euro. Dalle privatizzazioni fino al 2002, cominciate nel 1996 il problema è stato per lo più burocratico. Uno dei nodi sui quali si fermava l'alienazione di un bene statale era la destinazione d'uso, di spettanza degli enti locali. Un investitore cioè difficilmente si sarebbe impegnato ad acquistare una ex caserma senza la possibilità di costruirci un albergo piuttosto che un centro commerciale o un investimento edilizio. Il decreto legislativo del 28 maggio 2010 che ha introdotto il Federalismo demaniale si è posto come obiettivo proprio quello di bypassare questo problema con il trasferimento agli Enti locali che ne facessero richiesta di tutta una serie di beni. Quelli delle 720 pagine appunto. Attraverso un protocollo d'intesa tra Ministero per i beni e le attività culturali ed Agenzia del Demanio che però ha ancora bisogno dei decreti istitutivi dei tavoli tecnici regionali per diventare a tutti gli effetti operativo. Solo 14 regioni li (i beni ubicati nelle Regioni a Statuto Speciale e nelle Province Autonome di Trento e Bolzano non sono indicati in quanto esclusi dall'ambito applicativo della norma) hanno già emesso i decreti e tra quelle mancanti ci sono governi locali importanti come la Toscana che, ad esempio, ha voci pesanti tra i beni alienabili in elenco. A cominciare dagli arenili di Grosseto e Follonica o dalle ex miniere dell'isola d'Elba. Scorrendo l'elenco si trova di tutto. Tra i beni disponibili finiscono perfino le Dolomiti. Il Monte Tofana e il Monte Rocchetta di rispettivamente due e tremila metri sul livello del mare e il Serrez di Rocche sono in vendita per teoricamente 1.933.843 euro. L'elenco è lungo e ha al suo attivo anche voci più prosaiche e pratiche, ma spesso non meno preoccupanti se in mano privata. A Parma è in vendita l'ex piazza d'Anni a 3 .800.880 euro, situata a cavallo tra il centro storico e la periferia sud, a circa 1.500 metri dal Duomo ed a meno di 500 metri dal Centro Storico. In pratica, un parco pubblico. A Capoliveri le ex Miniere dell'Elba a Monte Calamita in località Innamorata e gli arenili di Grosseto e Follonica. Ma ancora il palazzo di Giustizia Crispi di Bari (53 milioni), la ex caserma Tito Acerbo di Pescara, il compendio ex demaniale marittimo di Caserta, l'ex aeroporto di Bagno a L'Aquila. Ma tra le voci ci sono anche indirizzi importanti, per esempio a Roma. Il museo di Villa Giulia, un immobile in piazza delle Coppelle, in pieno centro e attualmente in uso al Senato; l'Archivio generale della Corte dei Conti alla Bufalotta (quasi 67 milioni di euro). Indipendentemente dal governo al timone, pezzi di storia italiana sulla destinazione dei quali occorre vigilare.
I beni dello Stato. In vendita pezzi di storia della Penisola
L'Agenzia del Demanio ha pubblicato un elenco di 720 beni del patrimonio statale che possono essere alienati agli Enti locali. Solo 79 beni sono indisponibili a causa di motivi di operatività o culturali. Gli immobili ritenuti suscettibili di trasferimento sono stati stilati e pubblicati a fini di trasparenza. L'Italia potrebbe azzerare il buco di 1900 miliardi di euro con le privatizzazioni. Il Federalismo demaniale si è posto l'obiettivo di bypassare il problema della destinazione d'uso degli enti locali. 14 regioni hanno già emesso i decreti istitutivi dei tavoli tecnici regionali.
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