Ieri la richiesta a Galan di non ratificare l'incarico Orsoni: «Atto responsabile. Io candido Baratta» Il ministro uscente: «Ritengo quello di Malgara un gesto signorile di pacificazione in un momento delicato della vita politica del Paese» Tramonta la candidatura di Giulio Malgara alla presidenza della Biennale di Venezia. Il fondatore e presidente di Auditel ha chiesto ieri mattina al ministro per i Beni e le attività culturali, Giancarlo Galan, di non ratificare la sua nomina; il ministro ne ha preso atto: «Ringrazio Giulio Malgara per avermi chiesto di non ratificare la sua nomina nonostante fossi già nelle condizioni di poterlo fare. Lo ritengo un gesto signorile di pacificazione e distensione in un momento delicato della vita politica del Paese, che rende onore e merito a una figura il cui profilo istituzionale viene confermato da tale decisione». Galan ha insomma voluto sottolineare come, sulla carta, la nomina fosse possibile e perfettamente legale: «La decisione è stata presa nonostante sia trascorso il termine dei 30 giorni necessari alla formulazione dei pareri delle commissioni cultura di Camera e Senato». Ma è del tutto evidente che un presidente della Biennale di Venezia nominato quasi come ultimo atto da un ministro uscente di un governo dimissionario avrebbe avuto una vita professionale a dir poco difficilissima, tenendo conto soprattutto dell'aperta contrarietà dichiarata dal sindaco di Venezia Giorgio Orsoni, vicepresidente di diritto della Fondazione Biennale («candidatura inadeguata»). È poi lo stesso Malgara a chiarire il senso del suo gesto: «Ci sono in ballo questioni più importanti, come l'Italia. Non volevo aggiungere un problema ai già tanti problemi che abbiamo. Le varie battaglie, le prese di posizione che hanno accompagnato la questione della nomina in questi mesi fanno parte del gioco, diciamo così. Quello che è successo negli ultimi giorni con il forte richiamo del presidente della Repubblica è altra cosa. In una situazione delicata sul piano politico e istituzionale mi sembrava poco opportuno procedere a questa nomina». Inevitabilmente soddisfatto Orsoni, che rilancia la candidatura Baratta: «Apprezzo in maniera particolare la decisione del dottor Malgara, che ha dimostrato una sensibilità particolarmente encomiabile. Il mio candidato resta Paolo Baratta». «Un segno di attenzione nei confronti del nuovo governo, del Parlamento e della stessa Biennale e degli enti territoriali veneziani e veneti, siamo certi che il nuovo esecutivo procederà alla conferma del presidente Baratta e dell'attuale gruppo dirigente», dichiarano il portavoce di «Articolo 21» Beppe Giulietta e il senatore Pd Vincenzo Vita. Per Matteo Forini, responsabile Cultura e informazione del Pd, «Malgara e Galan hanno preso una decisione saggia e apprezzabile, dimostrando garbo istituzionale e consapevolezza della fase delicatissima che il Paese sta vivendo». Ironico il commento su Twitter di Enzo Carra, Udc: «Malgara rinuncia. Acqua alta in laguna. L'abbiamo alzata noi dell'Udc col voto in commissione Cultura alla Camera». Ora la parola passa al futuro governo e al nuovo ministro (ieri addirittura circolavano indiscrezioni su una possibile soluzione Paolo Baratta). Sembra comunque improbabile che la candidatura Malgara possa riprendere quota. In quanto a una conferma di Baratta, tutto dipenderà dal nuovo responsabile dei Beni culturali. In tutta questa storia, oltre all'opposizione di Orsoni, hanno sicuramente contato le 4.500 firme raccolte da «La Nuova Venezia» a favore di Baratta, tra cui Nicholas Serota, direttore della Tate Gallery a Londra, Jarrett Gregory, curatrice del New Museum di New York Alfred Pacquement, direttore del Musée National d'Art Moderne, Centre Pompidou, e Jean-Hubert Martin, direttore dei Musées de France. A Venezia Giulio Malgara è stato per 23 anni presidente di Upa, l'associazione che raggruppa le 500 maggiori società che investono in pubblicità. Era stato indicato alla presidenza della Biennale dal ministro Galan, in sostituzione di Paolo Baratta, in scadenza. Ieri la rinuncia. Ora il ministro dovrà indicare un nuovo nome.