Biennale di Venezia, Galan «ritira» Malgara Solo fino a pochi giorni fa il ministro della cultura giurava che non si sarebbe mai tirato indietro: il candidato del governo per la Biennale di Venezia era Giulio Malgara. Ieri all'improvviso il passo indietro con tanti ringraziamenti da Galan, «è un gesto signorile di pacificazione e distensione in un momento così delicato. Solo pochi giorni fa il ministro della cultura Giancarlo Galan aveva annunciato spavaldo che lui non si sarebbe mai tirato indietro, e che nonostante la bocciatura della commissione cultura alla camera, il «suo» candidato alla presidenza della Biennale di Venezia era e sarebbe rimasto Giulio Malgara. Non valevano neppure le reazioni negative espresse dalle istituzioni locali, a cominciare dal sindaco della città Giorgio Orsoni, e le molte firme raccolte contro questa nomina in favore di una riconferma del presidente uscente, Paolo Baratta - tra i nomi Nicholas Serota, direttore della Tate Gallery a Londra, Kathy Halbreich, direttore associato del Moma di New York, Bernhart Schwenk della Pinacoteca di Monaco ... Ieri ecco che improvvisamente Giulio Malgara ha ritirato la sua candidatura. Lo fa, dice, nell'annuncio ufficiale il ministro Galan in nome del senso di responsabilità necessario al momento difficile della vita politica. «Ringrazio Giulio Malgara per avermi chiesto di non ratificare la sua nomina nonostante fossi già nelle condizioni di poterlo fare. Lo ritengo un gesto signorile di pacificazione e distensione in un momento così delicato .... ha detto il ministro. E, a sottolineare, il concerto di intenti, Galan ha insistito sul fatto che la decisione è stata presa «nonostante sia trascorso il termine dei 30 giorni necessari alla formulazione dei pareri delle commissioni cultura di camera e senato.. Identico il tono con cui Malgara ha spiegato le sue ragioni: «Ci sono in gioco questioni più importanti, come l'Italia; non volevo aggiungere un problema ai già tanti problemi che abbiamo. Quello che è successo negli ultimi giorni con il forte richiamo del presidente della repubblica Giorgio Napolitano è altra cosa. In una situazione delicata sul piano politico e istituzionale mi sembrava poco opportuno procedere a questa nomina.. Un bel «gioco delle parti". È chiaro che a determinare il ritiro della candidatura è stata la crisi di governo. Nome fortemente sponsorizzato da Berlusconi, Malgara deve essere divenuto all'improvviso impresentabile, specie a fronte della fuga generalizzata che si è scatenata nel Pdl negli ultimi giorni. E la cosa era già abbastanza annunciata dal giorno prima, col rinvio della commissione della cultura al senato che doveva discuterne di una settimana. Positivi i commenti del centrosinistra, Galan, dicono, ha fatto bene a «evitare forzature in vista di un nuovo governo che possa arrivare a decisioni condivise da tutte le parti. Intanto avanza l'ipotesi di una continuità, ovvero una riconferma anche temporanea alla presidenza di Baratta che è sempre il candidato numero uno anche per il sindaco Orsoni. «Siamo certi che il nuovo governo procederà immediatamente a dare la conferma dell'attuale presidente e del gruppo dirigente della Biennale» hanno detto il portavoce di Articolo 21 Beppe Giulietti e il senatore Pd Vincenzo Vita. Augurandosi che «la stessa decisione possa essere presa anche nei confronti di Cinecittà, senza procedere a nuove nomine dell'ultimo secondo.
Biennale. Galan ritira Malgara. Prove di nuovo governo?
Il ministro della cultura Giancarlo Galan ha annunciato che il candidato del governo Giulio Malgara per la presidenza della Biennale di Venezia ha ritirato la sua candidatura. Malgara aveva espresso la sua disponibilità a ricoprire il ruolo, ma Galan ha affermato che la decisione è stata presa per "questioni più importanti" come l'Italia. Il ritiro della candidatura è stato visto come un gesto signorile di pacificazione e distensione in un momento delicato. La crisi di governo e la fuga di Berlusconi hanno probabilmente influenzato la decisione di Malgara. Il centrosinistra ha espresso positivi commenti su Galan, che ha evitato forzature in vista di un nuovo governo.
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