VENEZIA Mercoledì sera la decisone sembrava definitiva. Ieri mattina però è stato il capo di gabinetto di Giancarlo Galan, Salvo Nastasi, a riportare per primo al ministro la notizia che Paolo Baratta era stato contattato dal Colle durante i sondaggi della presidenza della Repubblica per la costituzione di un possibile governo tecnico guidato da Mario Monti. E a Baratta - persona gradita a Napolitano - sarebbe stato chiesto di ricoprire proprio l'incarico che oggi è di Galan. Inutile dire che - anche se a sentire il suo entourage è poco probabile che lo stesso Baratta accetti per restare in continuità con la guida della Biennale come ha fatto più volte intendere - questa situazione ha messo in imbarazzo tutta la struttura di via XX settembre che si sarebbe trovata costretta a ratificare la nomina di Malgara espellendo di fatto da Ca' Giustinian il possibile nuovo vertice dal ministero. Non tanto diversa la situazione di Malgara che rischiava di trovarsi al vertice di un'istituzione, la Biennale, con un ministro e un Cda - nominato dal nuovo ministro - di fatto ostile. L'ipotesi delle urne inoltre non avrebbe tanto cambiato la situazione di Malgara: in caso di interim di Galan comunque non ci sarebbero stati i tempi tecnici per nominare il nuovo consiglio di amministrazione e la Biennale sarebbe effettivamente diventata ingovernabile.