Avvicendamento in fondazione. Il presidente: difficile trovare qualcuno adatto al mio posto MILANO Davide Rampello è pronto a lasciare la presidenza della Triennale e a cogliere la sfida dell'Expo. Pronto a lasciare, dopo 8 anni alla guida del Consiglio di amministrazione di viale Alemagna. Da una parte, la legge: il presidente del cda e i consiglieri possono restare in carica per due mandati. Ogni mandato dura 4 anni e Rampello entrò nel cda nel 2000. Statuto vuole che il presidente sia scelto tra i tre consiglieri espressi dal Comune e nel 2008 Rampello restò come presidente per effetto di una proroga chiesta dalla Giunta Moratti al governo. Una proroga che ora la Giunta Pisapia non intende chiedere. «Giusto cambiare». Ma da Palazzo Marino hanno motivato il cambio della guardia anche con la difficile situazione economica della Triennale: il bilancio del 2010 segna una perdita di 1 milione 306 mila euro. Ma stavolta Rampello non ci sta e rivendica quanto fatto «in anni di lavoro a 1.600 euro al mese». Un compenso che - dice - non lo incoraggia a continuare. Guarda avanti, Rampello, guarda anche a Expo. La collaborazione con l'assessore comunale all'Esposizione e alla Cultura, Stefano Boeri, è storia non di questi giorni. E Rampello ha già lavorato per l'Expo di Shangai. «Mi è stato chiesto se fossi disponibile al ruolo di commissario del padiglione italiano dell'Expo ammette . E ho detto sì». In lizza ci sono nomi quali Luigi Roth, sostenuto dalla Regione, e Bruno Ermolli, presidente di Promos, agenzia della Camera di commercio. Rampello, quante possibilità ci sono che resti alla guida della Triennale? «Poche al momento». I detrattori spiegano che la Triennale ha perso nell'ultimo anno oltre 1 milione di euro. «Non certo per la cattiva gestione dei suoi vertici. Una buona parte della perdita è dovuta al venir meno del contributo di qualche socio». Si tratta della Provincia, che non ha versato circa 620 mila euro. La sede decentrata alla Bovisa, un progetto partito sotto il suo mandato, non ha dato i risultati sperati. Un progetto infelice. «Anche questo non è vero. In Bovisa registriamo una media di 67 mila visitatori all'anno. La sede della Triennale, quella in pieno centro non in periferia, faceva registrare, al mio arrivo, 42 mila visitatori di media. Oggi abbiamo un'affluenza di circa 500 mila persone. E siamo riusciti a crescere tanto nonostante la cronica carenza di fondi per la cultura. In questi anni ne ho visti di ministri che a parole si spendevano per darci fondi. Ma senza risultati. Io stesso lavoro 8 ore al giorno per 1.600 euro al mese. A queste cifre sarà difficile trovare un altro che possa sostituirmi. E io stesso non continuerei». Non ha benefit? «Mi rimborsano solo i viaggi di lavoro». Perché il Comune vuole sostituirla secondo lei? «Dopo tanti anni è legittimo voler cambiare. Ma non si parli di cattiva gestione». Si fa il suo nome come commissario al padiglione italiano di Expo. «Non nascondo che me lo hanno proposto, anche se non in via ufficiale. E io ho risposto che sono pronto».