Presentato uno studio sul valore del «brand»: prevale la fiducia nell'organizzazione Puglisi: «Ricordiamo che cultura è sinonimo di sviluppo» È sinonimo di eccellenza. E dove ci sono arte, storia e cultura da preservare spunta (sempre) l'acronimo Unesco. Le meraviglie del mondo sono patrimonio dell'umanità e l'Organizzazione mondiale delle Nazioni Unite per l'Educazione, la Scienza e la Cultura è il «brand», ovvero il marchio, che le caratterizza. Lo rivela un'indagine promossa dall'organizzazione che, per la prima volta dalla costituzione (nel 1950), ha voluto analizzare la propria immagine percepita dall'opinione pubblica e dagli «opinion makers». I risultati della ricerca - «Il valore del brand Unesco» - sono stati presentati da Giovanni Puglisi, presidente della Commissione Nazionale Italiana per l'Unesco e rettore dello Iulm. L'Unesco è conosciuta dalla maggioranza degli intervistati: ben il 98 sa cos'è e cosa fa. Alla notorietà, corrisponde un elevato indice di reputazione, vicino all'eccellenza, pari a 76 punti. L'Unesco riscuote un alto livello di fiducia (69), ed è ritenuta efficace al 75; mentre l'8o considera importante la sua mission. Non è così approfondita la conoscenza di compiti e risultati raggiunti. Emerge una sua forte identificazione con la tutela dei beni culturali (77) - almeno in Italia, dove sono 5o i luoghi e le città Unesco - e naturalistici (68). La mission di Unesco è la costruzione della pace, con programmi volti a sensibilizzare e informare la società civile, le istituzioni e gli enti interessati. «Un obiettivo - sottolinea Giovanni Puglisi - che solo un'importante apertura multidisciplinare, che spazi dalla valorizzazione della biodiversità a quella della diversità culturale, dalla difesa dei monumenti a quella della libertà di stampa, potrà permetterci di raggiungere». Il dato sulla conoscenza di Unesco (98) è in linea con quello di altre agenzie dell'Onu (Unicef e Fao). «A chi pensa di destinare i residui di bilancio alla cultura e alle arti, va detto che le espressioni del genio italiano sono i nostri principali strumenti di sviluppo e l'unico collante per un paese demoralizzato e pieno di amarezza - conclude Puglisi. - Anche in una fase drammatica, è possibile fare scelte giuste, facendo appello alla responsabilità di tutti. Nonostante le carenze comunicative, l'Unesco resta una straordinaria fonte di ispirazione per uomini e donne di buona volontà, un simbolo di speranza che non possiamo permetterci di tradire».