MILANO Valorizzare, in accordo coi Comuni, il patrimonio immobiliare dello Stato sul territorio. L'operazione inizia da Milano, dove ieri il sindaco, Gabriele Albertini, e il ministro delle Finanze, Giulio Tremonti, che ha sottolineato come «l'operazione procederà sempre in accordo con gli enti locali per una questione di ovvio controllo democratico» hanno firmato un protocollo d'intesa che va in questa dirczione. «La valorizzazione del patrimonio immobiliare - ha detto il ministro - ha una storia lunga almeno come quella del Paese. La situazione che abbiamo trovato era quella della "manomorta". Il primo meccanismo che abbiamo introdotto è stato di inventariare, di fare elenchi, di aggiornarli. La situazione era inerte, mentre ora ci accingiamo a renderla produttiva». Poi una battuta, a denti stretti per ricordare le polemiche che hanno accompagnato la nascita della Patrimonio spa che sovrintende a tutta l'operazione di valorizzazione del patrimonio immobiliare statale: «Abbiamo anche rinunciato all' ipotesi eccitante di vendere il Colosseo perché abbiamo scoperto che è di proprietà del Comune di Roma». Tra i passi successivi al «primo meccanismo» c'è anche la firma del protocollo di ieri, che avvia il processo di valorizzazione di alcuni immobili dello Stato che si trovano a Milano con l'obiettivo, d'intesa col Comune, «di ricavare il massimo vantaggio per entrambi». L'accordo riguarda Palazzo Litta, la caserma Garibaldi, l'ex tiro a segno, la zona e i fabbricati della dogana di via Valtellina, l'area dell'autoparco Arias di via Rogoredo e la manifattura tabacchi di viale Testi. «Sono operazioni possibili - ha affermato il ministro - a condizione che ci sia il fondamentale consenso dei governi locali».