Corto circuito all'impianto elettrico, gli animali bruciati o uccisi dal fumo. Il sovrintendente segnalò ai vigili sei mesi fa la pericolosità della struttura Le fiamme hanno distrutto una parte delle serre storiche di Miramare in cui erano ospitati i colibrl. Solo per un miracolo il rogo non si è diffuso alle strutture vicine dove si trovano altri volatili e animali esotici. L'incendio è divampato ieri attorno alle 8 e ha riguardato fortunatamente solo una porzione della struttura vicino alla siepe poco distante dalla sede della Riserva marina. Cinque volatili sono morti. Bruciati o uccisi dalle esalazioni velenose provocate dal rogo. Ma il paradosso è che quello di ieri è stato un incendio annunciato. Ha riguardato una delle strutture che erano state poste sotto sequestro dal pm Maddalena Chergia qualche mese fa nell'ambito dell'inchiesta sull'occupazione abusiva degli spazi demaniali da parte del Centro colibrì di Stefano Rimoli. Sei mesi fa il soprintendente Luca Caburlotto lo aveva scritto chiaramente ai vigili del fuoco. Aveva rilevato la «mancanza di garanzia in merito ai requisiti ordinari e comunque a quelli emergenziali a salvaguardia della pubblica incolumità». L'allarme è scattato due minuti prima delle 8 e grazie all'intervento del capo giardiniere Alessandro Castorina e del suo vice Andrea Migliorini è stato evitato il peggio: un rogo che avrebbe potuto espandersi a tutte le serre e uccidere 80 colibri, la maggior parte dei quali è in attesa di partire verso altre sedi. I due addetti hanno subito aperto i tendoni, rotto i vetri delle finestre e dato aria all'interno della struttura che ormai era piena di fumo provocato dalla combustione della plastica e delle strutture in legno che sostenevano la serra. Nel frattempo dal cellulare di Castorina è partita la chiamata al centralino dei vigili del fuoco. Dopo pochi minuti sono giunte due squadre dei vigili del fuoco. Si sono precipitati nelle serre. E hanno in breve avuto ragione delle fiamme. Provocate, secondo i primi accertamenti, da un corto circuito dell'impianto elettrico. Impianto che serviva ad attivare alcuni apparecchi all'interno della serra e comandava l'erogazione del riscaldamento. Era alimentato da una bombola di gas metano che si trova all'esterno della serra stessa, proprio quella che aveva fatto scattare il sequestro dell'area per ragioni di sicurezza. «Quando siamo arrivati nella serra i colibri erano come impazziti dal terrore. C'era un fumo denso e l'aria era irrespirabile. Allora abbiamo aperto le porte e poi rotto i vetri», racconta Alessandro Castorina. Prosegue: «Ero stato avvisato da un guardiano del parco che aveva visto del fumo uscire dalla serra. All'interno le fiamme bruciavano le strutture di plastica che scendono dal soffitto e servivano per mantenere la temperatura costante all'interno della serra». I due giardinieri hanno fatto l'impossibile per salvare i colibrì che erano nella struttura. Ma, come detto, per cinque esemplari non c'è stato nulla da fare. «Due uccellini sono morti quasi subito. I giardinieri hanno trovato i loro corpi per terra, sul pavimento», aggiunge Castorina. Che a causa del tempo prolungato di permanenza all'interno della struttura ha subito, come il collega Migliorini, un principio di intossicazione. Ma i due non hanno voluto essere visitati e curati al pronto soccorso. Un rapporto sull'episodio sarà inviato nelle prossime ore dai responsabili dei vigili alla procura della Repubblica. Se la dinamica dell'accaduto è apparsa chiara fin da subito, resta da capire se comunque sussistano responsabilità colpose in ordine all'accaduto. La struttura era stata messa sotto sequestro preventivo dal pm Chergia sia per l'occupazione abusiva del suolo demaniale che per i consistenti debiti mai onorati da parte di Stefano Rimoli. Ma nello scorso ottobre l'intricatissima questione era stata avocata dalla Direzione regionale dei Beni culturali, alla quale il tribunale ha infine imposto da quella data il pagamento di luce, acqua. Vada sè che il provvedimento ha seppur indirettamente riguardato anche la manutenzione delle serre stesse fino al loro smantellamento previsto dopo il trasferimento degli uccellini. Ed è chiaro che l'impianto elettrico il cui malfunzionamento ha causato, secondo i pompieri l'incendio, rientra nelle competenze della stessa Direzione regionale dei Beni culturali. I vigili del fuoco sono rimasti a Miramare fino quasi a mezzogiorno. Hanno effettuato un approfondito sopralluogo e oggi verosimilmente torneranno a controllare la struttura. A destra, il disastro causato dal fuoco nella serra; a sinistra e sotto mobilitazione di uomini e mezzi.