L'obiettivo è «blindare» non solo l'immobile ma anche l'attività. Piano di soccorso per gli artigiani IL NUOVO PIANO degli impianti pubblicitari non è mai andato giù alle aziende che lavorano nel settore. Ieri un gruppo di piccole imprese, hanno comprato uno spazio pubblicitario sui quotidiani fiorentini per protestare contro «la politica che fa chiudere le aziende». Il vicesindaco e assessore allo sviluppo economico Dario Nardella, primo sostenitore di quel piano, ha scelto Facebook per replicare alle accuse. «Aziende locali di pubblicità hanno speso dei soldi per acquistare delle pagine di quotidiani contro il Piano degli Impianti pubblicitari, un regolamento che impone qualità e decoro. Dicono di difendere i loro lavoratori quando poi li costringono ad operare in condizioni precarie e contro ogni norma sulla sicurezza sul lavoro». Affermazione corredata dalla foto di un operaio arrampicato su una scala per attaccare da solo un vecchio gonfalone a un palo della luce. Ma Nardella è andato oltre e ha spiegato perchè il suo piano non danneggia il tessuto economico del settore pubblicità. «Noi ha spiegato puntiamo a ridurre la pubblicità che ci sta inondando in città, perchè Firenze è la capitale della cultura e patrimonio mondiale dell'umanità. Se gli spazi pubblicitari diminuiscono di numero e aumentano di qualità, però, la conseguenza è che aumenta il loro valore specifico. La verità è che fino ad oggi è valso un sistema che dura da anni con concessione diretta degli spazi dal Comune ai privati senza gara. Non mi pare una garanzia di trasparenza per cittadini e lavoratori? Non a caso le critiche arrivano solo da alcune aziende e non da tutte». Dalla pubblicità ai negozi storici. Altro «nodo» importante per il tessuto commerciale cittadino. «Il nostro obiettivo spiega Nardella è quello di tutelare gli aspetti culturali delle attività commerciali». Ieri il vicesindaco ha presentato a tre commissioni consiliari le sue intenzioni sul regolamento per gli esercizi storici. «Il regolamento vigenteha spiegato è da rifare, perchè risale al 1999 e deve essere prima di tutto integrato con il nuovo piano regolatore che è in fase di redazione. Ho chiesto a tutto il consiglio comunale di collaborare con idee e proposte». Il vicesindaco pensa a rafforzare il sistema dei vincoli, estendendo ai locali storici quelli già esistenti per librerie e cinema. Il prossimo 16 novembre il vice- sindaco ha già fissato un incontro tecnico con il Mibac, il ministero per i beni culturali e ambientali, per esaminare la possibilità di un introdurre un vincolo statale non solo all'immobile o agli arredi, ma anche all'attività. Gli esempi a riguardo non mancano. Nel 2001 la Regione Lazio ha introdotto questa norma vincolando anche le attività. Vuol dire che può cambiare solo il gestore del negozio. Tutela dei negozi storici, ma anche delle attività artigiane che spesso sono stritolate dagli affitti troppo alti nel centro storico e non solo. L'esempio stavolta è Parigi. Qui sono stati scelti alcuni immobili comunali e sono stati messi a disposizione degli artigiani. «A Firenze ci abbiamo provato con il Conventino sostiene Nardella dobbiamo pensare a una iniziativa analoga, ma posizionata nel centro storico».
VENEZIA "Basta con le ditte di pubblicità che sfruttano solo il precariato".
Il vicesindaco di Firenze, Dario Nardella, ha presentato un piano per blindare gli immobili e le attività commerciali nel centro storico. Il piano, che è stato accolto con critiche da parte di alcune aziende, mira a ridurre la pubblicità in città e a aumentare la qualità degli spazi pubblicitari. Nardella ha spiegato che il piano è stato necessario per tutelare gli aspetti culturali delle attività commerciali e per ridurre gli affitti troppo alti nel centro storico. Ha anche presentato un regolamento per gli esercizi storici, che mira a rafforzare i vincoli per i negozi storici e a proteggere le attività artigiane.
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