La firma la metterà domani, ma la sua nomina è ufficiale. Fabrizio Vona, attualmente soprintendente al patrimonio artistico di Bari, è il successore di Lorenza Mochi Onori alla guida del Polo Museale di Napoli. Cinquantotto anni, ciociaro, Vona che vive a Bari da trent'anni, dove era sovrintendente da circa tre anni, è stato allievo di Cesare Brandi e di Giulio Cesare Argan, ed è uno specialista di arte medievale. L'indiscrezione è trapelata nel pomeriggio di ieri grazie alla Uil Beni Culturali, ed è stata poi confermata dal ministero. Fra i candidati alla guida del Polo museale napoletano, ha svelato il sindacato, c'era, tra gli altri, Vittorio Sgarbi. Con la nomina di Vona, fa notare la Uil, il ministero «chiude il contenzioso che si era aperto ai tempi delle reiterate nomine di Sgarbi al Polo museale di Venezia», vicenda che si era allora conclusa con la nomina al Polo veneziano di Giovanna Damiani. Secondo il sindacato, «in pratica si riconosce a Vona non solo i titoli che possiede e la competenza maturata sul territorio ma anche il diritto ad essere in qualche modo risarcito dopo gli errori commessi nelle precedenti nomine». Anche dal ministero spiegano che, sebbene avesse i titoli, Sgarbi non aveva i requisiti per essere preferito ad altri, forse proprio per il contenzioso in corso con il ministero. Ma non nascondono, a denti stretti, anche i rischi di nuovi contenziosi che potevano nascere con l'esuberante critico d'arte. Il vuoto ai vertici della soprintendenza napoletana, dopo il trasferimento-promozione della Mochi Onori nelle sue Marche, è, quindi, durato poco. Giusto il tempo per portare a termine le procedure burocratiche che prevedono, dopo la presentazione della domande, una selezione in base ai requisiti e poi una scelta, all'interno della rosa, da parte del ministero. Nel nutrito e lungo curriculum del neo-sovrintendente spiccano molti studi sul restauro e sulla conservazione dei beni culturali (disciplina che ha anche insegnato all'Università di Bari). Le sue pubblicazioni sono in gran parte orientate verso gli studi medievali, in particolare quelli della Puglia, dove ha vissuto e lavorato per decenni. Ha curato mostre e cataloghi sul barocco leccese, sull'arte religiosa del ricco patrimonio della Puglia. Gli ultimi suoi studi sono dedicati proprio al restauro e alla diagnostica di opere medievali. Ma anche ha pubblicato studi sulla pittura dell'Ottocento (da Giuseppe de Nittis a Giovanni Fattori).