La notizia è gustosa. L'ha pubblicata ieri con elegante malizia La Nuova Venezia, il quotidiano che più s'è speso per la riconferma alla guida della Biennale di Paolo Baratta contro la decisione di insediarvi il pubblicitario Giulio Malgara, caro al ministro Galan nonché a Berlusconi. Piera Detassis, direttrice uscente del Festival di Roma, sta con Baratta. «Senza di lui la situazione oggi potrebbe essere più difficile. Era attento a risolvere i problemi strutturali del Lido. La Mostra ha un marchio forte e meritato, ma quel buco (lo scavo davanti al Casinò provocato dalla scoperta di amianto, ndr) e le difficoltà logistiche pesano su quella che resta un'isola. Soprattutto pesa l'assenza di un mercato. Vedo un futuro difficile, se non si faranno scelte forti perla Mostra» ha spiegato. Il giornalista Enrico Tantucci commenta così quelle parole: «Se il direttore della Mostra di Venezia, Marco Muller, tace, è il direttore del Festival di Roma, Piera Detassis, a prendere posizione». Non si direbbe un'auto-candidatura, anche se qualcuno sospetterà qualcosa del genere. Certo è che Muller, avvistato per tre giorni all'Auditorium durante la kermesse capitolina, per ora non ha rilasciato neppure una dichiarazione sulle faccende della Biennale. A differenza del facondo presidente in pectore, Malgara, il quale, dopo una raffica di imbarazzanti interviste, in una delle quali dava per certa proprio la riconferma di Muller, ha capito che era meglio star zitto, non foss'altro per garbo istituzionale. Tanto più di questi tempi il silenzio è d'oro. Il pareggio-sconfitta alla commissione Cultura della Camera potrebbe ripetersi al Senato mercoledì prossimo, sempre che la crisi di governo non rimetta tutto in discussione, facendo saltare i piani di Galan rispetto alla Biennale. Il sindaco veneziano, Giorgio Orsoni, qualche giorno fa è stato ascoltato dai senatori, e in quell'occasione ha chiesto un passo indietro a Malgara e ribadito che «un presidente privo di riconoscibilità internazionale in campo culturale sarebbe un interlocutore azzoppato e costringerebbe il Comune a un'opera di supplenza nella gestione». Insomma, mentre l'appello della Nuova Venezia ha superato le 4.300 firme, quasi tutte prestigiose, la partita per la presidenza della Biennale potrebbe davvero riaprirsi a favore di Baratta. Al ministero incrociano le dita, solo un miracolo salverà Malgara.
VENEZIA Biennale Dintorni. Pure Detassis pro-Baratta Muller tace.
La Nuova Venezia ha pubblicato un articolo in cui sostiene che la riconferma di Paolo Baratta alla guida della Biennale di Venezia è necessaria per evitare problemi strutturali e logistiche. Il giornale sostiene che Baratta è attento a risolvere i problemi del Lido e che la Mostra ha un marchio forte e meritato. L'articolo è stato firmato da Piera Detassis, direttrice uscente del Festival di Roma, che sostiene che il futuro della Mostra potrebbe essere difficile se non si fanno scelte forti.
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