Sono circa 400 i reperti di eta' imperiale sequestrati dai carabinieri del Comando per la Tutela del Patrimonio Culturale. Si tratta di frontali di sarcofago, epigrafi con iscrizioni latine e lastra marmoree di età romana, usati per impreziosire una residenza privata: la villa di un costruttore romano ubicata sull'Appia Antica. "Questa operazione - spiega il generale Pasquale Muggeo, comandante del nucleo carabinieri Tutela Patrimonio Culturale - ci dimostra come il Parco dell'Appia abbia bisogno di continue verifiche e controlli". In quell'area, infatti, proprio per la ricchezza archeologica del sottosuolo continuano a verificarsi scavi clandestini. "Roma è una città ricchissima di reperti mobili ma non sempre vengono segnalati dai cittadini", sottolinea Daniela Condilio, della soprintendenza speciale per i beni archeologici di Roma. Gli elementi archeologici sequestrati nella villa sono pezzi di elevar sono interesse storico e scientifico, risalenti all'epoca compresa tra il I ed il III secolo d.C.; sconosciuti alla soprintendenza per i beni archeologici di Roma., tutti utilizzati per arricchire un lussuoso casale ristrutturato, nell'area vincolata del Parco dell'Appia Antica. "Oggetti che se li avessimo visti nel loro contesto - spiega Maria Gabriella Scapaticci della soprintendenza dell'Etruria Meridionale - avrebbero dato delle importanti informazioni che invece non abbiamo essendo stati estrapolati".