Con 1e incertezze climatiche è allarme per i beni Unesco La devastazione delle Cinque Terre è solo l'ultimo episodio ORVIETO - I tesori dell'Italia centrale sono a forte rischio. Minacciati dalle calamità naturali e dalle incertezze climatiche, rischiano di scomparire od essere deturpati per sempre molti siti di enorme importanza artistica e culturale, come nel caso delle Cinque Terre, patrimonio dell'umanità dell'Unesco, messe in ginocchio dall'alluvione di fine ottobre. I casi non mancano: l'immenso patrimonio della Biblioteca Nazionale di Firenze potrebbe essere compromesso da un'alluvione simile a quella che colpì il capoluogo toscano nel novembre 1966. Così come altri cento edifici di interesse storico del capoluogo toscano: dai musei di Bargello e casa Siviero, alla Sinagoga e alle chiese di Santissima Annunziata e di Santa Trinità. «Quindici anni fa l'alluvione che colpì l'alta Toscana distrusse gli statuti storici contenuti al primo piano della biblioteca di Cardoso. Anche oggi purtroppo molti reperti sono conservati in magazzini o stanze al primo piano o sotto terra e il rischio di perderli in caso di eventi eccezionali è sempre elevato. Non mi sorprenderebbe se anche a Roma ci fossero situazioni di questo genere» ci spiega Claudio Margottini, assessore all'Ambiente del comune di Orvieto e responsabile del coordinamento e sviluppo attività internazionali dell'ISPRA. Ma ci sono misure di prevenzione? «Per tutti i beni patrimonio dell'Unesco c'è un piano di gestione che contempla anche possibilità di questo genere» dice Margottini. A rischio, tra i beni materiali, ci sono anche Un vicolo di Monterosso dopo l'alluvione vere e proprie "perle" del centro Italia, come la città di Orvieto: «Lungo le pendici della rupe, chiara testimonianza dei processi di erosione, periodicamente si presentano fenomeni di dissesto. La legge speciale varata negli anni Novanta ha permesso ottimi interventi di consolidamento e un monitoraggio continuo ma se vogliamo salvaguardare questi tesori servono piccole risorse per aggiornare le strumentazioni esistenti, per interventi di manutenzione e per far sì che le attività di monitoraggio non siano fini a sé stesse ma prolungate ed efficaci. Una piccola canaletta ha costi irrisori, ma se poi viene lasciata a sé e si ottura può provocare danni enormi ed irreparabili per il nostro patrimonio».
Tesori dell'Italia centrale minacciati dalle calamità naturali
La devastazione delle Cinque Terre è solo l'ultimo episodio di una serie di calamità naturali e incertezze climatiche che minacciano i beni Unesco in Italia. I siti di enorme importanza artistica e culturale, come la Biblioteca Nazionale di Firenze e la città di Orvieto, sono a forte rischio di scomparire o essere deturpati. L'alluvione di fine ottobre ha messo in ginocchio le Cinque Terre, patrimonio dell'umanità dell'Unesco. I casi non mancano: la Biblioteca Nazionale di Firenze potrebbe essere compromesso da un'alluvione simile a quella che colpì il capoluogo toscano nel novembre 1966. Anche altri cento edifici di interesse storico del capoluogo toscano sono a rischio.
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