Carandini, presidente del Consiglio superiore: rischio di speculazioni Malnati, direttore delle Antichità: abbreviare l'iter burocratico o qui non si potrà muovere nulla POMPEI. Su una cosa, tra le altre, appaiono in sintonia Luigi Malnati, direttore generale delle Antichità, e Andrea Carandini, presidente del Consiglio superiore per i Beni culturali: ancora «non è stata precisata - dicono - la progettazione necessaria ad attivare gli interventi di salvaguardia per Pompei». E questo nonostante i crolli e i cedimenti di case e murature, e gli allarmi che da anni ormai si succedono con cadenza settimanale. Vale a dire che al momento non si conosce ancora lo stato dell'arte della città romana e che si dovranno attivare al più presto tutti i meccanismi necessari per ottenere le informazioni utili alle azioni da intraprendere. «C'è bisogno di gruppi di lavoro - spiega Carandini - Ingegneri, architetti, archeologi, che girano la città, fanno rilievi e segnano tutto; da quanto rilevato, poi, emergerà una gerarchia degli interventi. Pompei è una realtà talmente complessa che ci vogliono persone formate per poter veramente valutare, dare giudizi e indicare soluzioni funzionali». Ovviamente, entrambi gli archeologi sottolineano che la priorità deve essere data agli interventi di carattere idrogeologico: irreggimentazione delle acque e messa in sicurezza dei terrapieni che premono sulle strutture nelle aree parzialmente scavate. «Visto che a queste situazioni - osserva Malnati - non si pub più far fronte con mezzi ordinari. Immediatamente dopo, seguono la progettazione e il monitoraggio e poi, a mio giudizio, la cosa più importante: l'assunzione di tecnici e specialisti». Un aspetto del piano per Pompei, quest'ultimo, che viene indicato da ogni parte come non più rinviabile. «Il ministro Galan, sin dalla sua prima visita a Pompei, ha preso degli impegni precisi in merito - evidenzia il responsabile delle Antichità - Confidiamo nel fatto che le pratiche burocratiche siano abbreviate al massimo. Senza personale non si può fare niente e qui c'è bisogno non solo di archeologi e di architetti ma anche di custodi e di tecnici, gente che in passato assicurava la normale manutenzione». Una situazione che è stata creata sia dal mancato turn over del personale sia dall'accorpamento delle soprintendenze in ambito regionale. E che, secondo Malnati andrebbe ripensato con il ritorno a una soprintendenza, autonoma o speciale, che dir si voglia, per Pompei e alla ricostituzione di quelle di Napoli e Caserta e Salerno, Avellino e Benevento. Insomma, un ritorno all'antico assolutamente necessario se si vuole iniziare a sperare. Anche perché l'Ue non si accontenta di belle parole. «Pompei - riprende Carandini - può essere salvata se i soldi arrivano, perché non sono ancora arrivati, se arrivano le assunzioni, che non ci sono ancora, e se gli euro vengono spesi in rapporto al progetto che abbiamo fatto. Vede, io temo per l'arrivo di tutti questi milioni. Quando ci sono soldi è come il nettare per le api. Vigilerò con tutte le mie forze perché si spenda bene e per il progetto. Se tutto potesse cominciare all'anno nuovo sarei già contento. Il programma c'è, le idee di sono, le competenze anche, adesso si tratta solo di mettere le persone i mezzi e le competenze insieme. Se la politica ci consente tutto ciò - conclude Carandini - va bene. Grazie a dio, però i tecnici ci sono e loro non pensano alla politica, ma a Pompei».
Pompei. L'appello degli archeologi: serve subito più personale
Il presidente del Consiglio superiore per i Beni culturali, Andrea Carandini, e il direttore generale delle Antichità, Luigi Malnati, hanno espresso preoccupazioni per lo stato di conservazione di Pompei. Non è stata ancora precisata la progettazione necessaria per attivare gli interventi di salvaguardia, nonostante i crolli e i cedimenti di case e murature. Carandini ha sottolineato l'importanza di formare gruppi di lavoro di esperti per valutare e indicare soluzioni funzionali. Malnati ha enfatizzato la priorità degli interventi idrogeologici e l'assunzione di tecnici e specialisti. Il ministro Galan ha preso impegni per la progettazione e il monitoraggio, ma non ci sono ancora assunzioni.
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