La polemica. Il ministro attacca: un asino chi ha chiesto le mie dimissioni Ma Villari: campanello d'allarme «Ma il ministro dov'è?». All'uscita della casa della Nave Europa c'è un cambio di programma improvviso e a tratti imbarazzante: il commissario vorrebbe continuare il giro archeologico, il ministro impone un sopralluogo nella zona degli ultimi crolli. «Voi volete far vedere soltanto le cose belle - dice Galan rivolto alla Soprintendente e al direttore degli Scavi - io voglio far vedere i crolli di cui si è favoleggiato quest'anno. E voglio - questa volta rivolto alla stampa - che ci siano giornalisti e fotografi a testimoniare, perché qualche "asino" ha chiesto le mie dimissioni per un muro insignificante e due muretti del 1943 venuti giù in una città di 2mila anni fa grande come Latina». Davanti al muretto «insignificante» il ministro tira fuori il suo cellulare e scatta: «Sembrava addirittura più grande nelle foto che mi avete fatto vedere» dice rivolto al suo staff. Il muretto «insignificante» ha tirato giù pietre e terreno su un percorso non interdetto al pubblico: tanto rumor per nulla, allora, ministro? «No, il rumore è stato giusto farlo - commenta Galan - perché l'attenzione non deve mai calare: ci è andata bene ma sappiamo che può accadere qualcosa di peggio. Il problema vero di Pompei è il drenaggio delle acque ed è su questo punto che bisogna agire con una costante e programmata manutenzione». A Galan si fa notare che questo a Pompei potrebbe essere uno dei suoi ultimi giorni al governo: «Ho la coscienza a posto - risponde - credo che in sei mesi non si possa chiedere a un ministro della cultura più di quanto io ho fatto per Pompei». Con il commissario europeo in visita nel sito, si discute, insomma, della «paternità» dei crolli, veri e presunti, della «responsabilità» di chi, e del come, sono stati annunciati. «Ogni cosa che succede a Pompei è un campanello d'allarme - gli fa eco il sottosegretario Villan - la mia idea è che il lavoro fatto da tutti negli anni si sia concentrato sempre su piccoli restauri, interventi parcellizzati, mentre la vera priorità è sempre stata la messa in sicurezza idrogeologica». Dal ministero, però, c'è anche chi sottolinea l'attività della Soprintendenza: arrivata a Pompei da meno di un anno, e per giunta alla fine di un annus horribilis per gli Scavi, la Cinquantaquattro ha messo in cantiere lavori di restauro per oltre sette milioni di euro. «Un macabro ed inatteso tour tra i crolli annunciati e avvenuti nelle ultime settimane» commenta la giornata l'architetto Antonio Irlando, responsabile dell'Osservatorio patrimonio culturale e non ci è stato fornito alcun dettaglio sugli interventi specifici».
Pompei. E Galan scatta foto con il cellulare. Gli ultimi crolli? Insignificanti
Il ministro della cultura, Galan, ha detto che il problema di Pompei è il drenaggio delle acque e che bisogna agire con una costante e programmata manutenzione. Ha anche detto che il suo lavoro è stato concentrato su piccoli restauri e interventi parcellizzati, mentre la vera priorità è sempre stata la messa in sicurezza idrogeologica. Il ministro ha anche criticato la Soprintendenza per aver messo in cantiere lavori di restauro per oltre sette milioni di euro. L'architetto Antonio Irlando ha commentato che il tour tra i crolli annunciati e avvenuti nelle ultime settimane è stato macabro ed inatteso. Il ministro ha anche detto che il suo lavoro è stato "giusto" e che ha la coscienza a posto.
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