E Galan scatta foto ai dissesti La verifica di tutti i 1500 edifici dell'area di Pompei. E'il primo obiettivo del piano da 105 milioni stanziati dall'Ue indicato dal commissario europeo per le Politiche regionali, Johannes Hahn, che si è recato ieri in visita agli Scavi. Come concordato col governo italiano - rappresentato dai ministri Galan e Fitto - la priorità è di «mettere in sicurezza gli edifici anche per porli al riparo dagli effetti delle intemperie. Sono rimasto sorpreso dalle enormi dimensioni di tutta l'area», ha detto Hahn. L'impegno del commissario Hahn: primi interventi entro marzo 2012, ma l'Ue può fare di più La visita Entusiasmo e interesse: «Non avevo idea che la città fosse tanto vasta» L'uomo di Bruxelles ce l'ha fatta. Johannes Hahn è riuscito finalmente a visitare gli Scavi di Pompei, il sito archeologico al quale, in qualità di commissario Ue per le politiche regionali, ha destinato 105 milioni non più tardi di due settimane fa - e che in quella occasione non aveva potuto vedere a causa del maltempo - e per il quale si dice certo che l'Ue continuerà ad impegnarsi con il nuovo piano finanziario che partirà nel 2014. Ma quando arriveranno, questi fondi? «Faremo in modo da cominciare i lavori entro il primo trimestre del 2012. Non sono un archeologo e non conosco l'area, però l'Ue ha giudicato convincente il piano in cinque fasi. La conoscenza dello stato dei 1500 siti è prioritaria, poi gli esperti indicheranno gli interventi più urgenti». Accompagnato dai ministri per i Beni Culturali e per gli Affari Regionali Giancarlo Galan e Raffaele Fitto, dal sottosegretario Riccardo Villan e dal governatore Stefano Caldoro, Hahn ha trovato ad attenderlo la Soprintendente Teresa Elena Cinquantaquattro, il direttore degli Scavi Antonio Varone, il sindaco di Pompei Claudio D'Alessio e un corteo di rappresentanti istituzionali, dal presidente dell'Unione Industriali di Napoli Paolo Graziano a quello della Camera di Commercio Maurizio Maddaloni, al responsabile scientifico del Benecon Carmine Gambardella, tutti in qualche modo coinvolti o interessati al salvataggio degli Scavi. Incurante della melma e delle pozzanghere; di ponteggi, puntelli e nastri di plastica che segnalano, tra le rovine, i resti più «rovinati», il commissario si gode la sua «visita guidata». Annuisce quando la soprintendente, mappa alla mano, spiega che è «nostra intenzione superare l'emergenza per passare alla manutenzione ordinaria», segue quasi a malincuore Galan che vuole mostrargli l'esiguità degli ultimi crolli, e appena può torna all'itinerario del suo sopralluogo - zona dell'Anfiteatro, la Casa della Nave Europa, le Terme Stabiane e la Casa dei Panettieri - senza perdersi una parola delle spiegazioni dell'archeologo Varone. Hahn chiede se gli antichi pompeiani producevano vino bianco o rosso, se facevano anche l'olio - e gli si mostra il frantoio - si informa su ogni decorazione. Entra nella Domus della nave Europa e vuol sapere quanto tempo ci avranno messa a costruirla e qual è la planimetria, guarda stupito le minuscole tessere, tagliate a mano, del pavimento delle Terme Stabiane costruito duemila anni fa. «Questa - gli dice la soprintendente illustrandogli i lavori per il ripristino del canale Conte Samo che servirà ad irregimentare le acque di Pompei - è una vera città in cui ogni giorno circolano almeno 10mila persone». «Mi ero fatto un'idea delle dimensioni quando ho sentito che c'erano 1500 edifici - commenta sorpreso Hahn - ma non pensavo che fosse così vasta. Tutti i progetti verranno meticolosamente monitorati, come è prassi, dalla Commissione europea e le amministrazioni italiane eserciteranno la loro vigilanza. Dopo questa visita sono ancora più convinto che dobbiamo salvare questo patrimonio, non solo per la Campania o per l'Italia, ma per l'Europa e per tutto il mondo perché è uno stupefacente esempio di città di duemila anni fa e, nonostante tutti i problemi, è ben tenuto. Ma proprio camminando per queste strade - continua - mi è chiaro che per vedere Pompei tornare al suo splendore servirà molto denaro da spendere peri prossimi decenni. Credo che nella prossima finanziaria europea si debbano stanziare fondi per Pompei, mi auguro che l'Italia si attivi per averli. Ho appreso della convenzione con l'Unesco che favorirà gli interventi di imprenditori per ulteriori restauri. Anche i privati serviranno». «Servono tante risorse - conclude Caldoro - ma questo è un buon inizio. Per la prima volta grazie all'impegno dell'Europa e della Regioni si riesce a finanziare un così grande progetto per Pompei. Ma da domani cominceremo a lavorare intorno al progetto per gli interventi extramoenia, per il quale è già stato siglato l'accordo con gli industriali di Napoli». L'Unione europea. Piano da 105 milioni Un finanziamento di 105 milioni dal miliardo dei fondi del Poin destinato agli attrattori culturali è stato destinato alla salvaguardia degli Scavi grazie ad un accordo tra Mibac e ministero per gli Affari Regionali L'Unesco. Missione affiancamento Sarà firmata il 27 novembre a Parigi la convenzione tra l'Unesco e il Mibac della durata di 9 mesi. L'agenzia dell'Onu si offre come "facilitator" nei programmi del ministero e nei rapporti con gli investitori privati. I partner stranieri. Il progetto Defense Duecento imprenditori francesi del consorzio La Defense sono pronti ad investire 200 milioni di euro in 10 anni negli Scavi. Anche una Fondazione americana sarebbe interessata ad investire a Pompei. Unione industriali. Domus da adottare Non soltanto investimenti per potenziare tutte le infrastrutture extramoenia. Il piano predisposto dall'Unione industriali d'accordo con la Regione prevede anche la possibilità per un imprenditore di adottare una domus da restaurare.