Giuliano Giuliani Politica La mutazione del clima determinato dall'inquinamento, la natura tropicale delle precipitazioni, la cementificazione, i recentissimi tagli agli enti locali... Ecco, questo delitto a Genova non è certo degli ultimi tempi. Pochi ricordano che la copertura del torrente Bisagno per dar luogo a piazza della Vittoria fu opera fascista negli anni trenta. Ma è indubbio che anche in seguito l'edificazione non ha certo seguito criteri di difesa del territorio Neanche il tempo di asciugare le lacrime per le innocenti vittime dell'alluvione e via con la politica, quella più indegna ovviamente. All'inizio la parte del leone la fa una rete televisiva locale, per altro la stessa che aveva diffuso la sera prima la trasmissione di Santoro: il conduttore ripete fino alla noia, mentre scorrono immagini terrificanti, che "quelli" della giunta (guarda caso di centrosinistra) non fanno nulla, chiacchierano chiusi in una stanza. Poi si scatena la polemica sulle scuole rimaste aperte, decisione assunta dall'assessore giudicato da molti il meno credibile della giunta genovese, e forse l'unica sulla quale sia il caso davvero di polemizzare: ma tenendo presente che polemica è stata rinvigorita dalla triste notizia della morte di una ragazza che col motorino aveva cercato di andare a prendere a scuola il fratellino. Non ha ottenuto il dovuto rilievo la considerazione che quel maledetto torrente, il Fereggiano, in diciassette minuti è cresciuto da uno a quattro metri, evento davvero non prevedibile; e che tutti, dico tutti, i disastri si sono originati da lì: una bomba d'acqua che scendendo a valle lungo la strada omonima ha causato morti, feriti, devastazioni. Quando la sindaca Marta Vincenzi nel primo pomeriggio arriva sui luoghi inondati c'è stato tutto il tempo per associare a cittadini esasperati un po' di provocatori. E via con gli insulti e le minacce, mentre un esponente del predellino, incurante del ridicolo, invoca le dimissioni della terna: governatore della regione, presidente della provincia e sindaco, che sono tutti, ovviamente, di centrosinistra. Purtroppo, anche dalla sinistra oggi extraparlamentare si leva qualche voce stonata, mentre si possono comprendere le ragioni sottese di quelle, rivolte contro la sindaca, che si levano dal principale partito della coalizione: è aria di primarie, tutto serve. Per sentire qualche voce che riabiliti la politica, quella che vorremmo tutti poter riscrivere con l'iniziale maiuscola, occorre attendere il giorno dopo. E allora si ripassano in rassegna le vere cause. La mutazione del clima determinato dall'inquinamento, la natura tropicale delle precipitazioni, la cementificazione. Ecco, questo delitto a Genova non è certo degli ultimi tempi. Pochi ricordano che la copertura del torrente Bisagno per dar luogo a piazza della Vittoria (dove celebrare non solo la fine della prima guerra mondiale ma soprattutto i fasti del regime) fu opera fascista negli anni trenta. Ma è indubbio che anche in seguito l'edificazione non ha certo seguito criteri di difesa del territorio. Il cialtrone si è anche permesso di ricordarlo, dimenticando le decisioni dei suoi governi sui condoni e lo scempio di Villa Certosa in Sardegna. Solo qualche voce ha messo l'accento sui tagli agli enti locali, decisi dalla destra al governo. Proprio la bonifica sul Fereggiano ha rallentato a causa di queste drammatiche riduzioni dei fondi destinati, e meno male che alcuni edifici irresponsabilmente costruiti a ridosso del greto del torrente erano stati recentemente abbattuti nel corso della bonifica, altrimenti il bilancio delle vittime avrebbe assunto dimensioni catastrofiche. Insomma, come sempre più spesso ci capita, non si può che invocare un ritorno della ragione, della cultura, della saggezza. Della buona politica, appunto.
Il dramma di Genova fra polemiche e provocazioni
In Genova, un'alluvione devastante ha colpito la città, causando morti, feriti e devastazioni. La rete televisiva locale ha condotto una trasmissione che ha mostrato immagini terrificanti e ha ripetuto che la giunta comunale non ha fatto nulla per prevenire il disastro. La polemica si è scatenata sulle scuole rimaste aperte, decisione assunta dall'assessore giudicato da molti il meno credibile della giunta. La considerazione che il torrente Bisagno, il Fereggiano, è stato il causa principale del disastro è stata trascurata. La sindaca Marta Vincenzi è stata criticata per non aver associato i cittadini esasperati con alcuni provocatori.
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