In una nota il premier stigmatizza l'eccessiva cementificazione della Liguria senza ricordare le sanatorie edilizie varate nel 2003 e nel 2009. Immediata la polemica. A livello locale il sindaco Pd Marta Vincenzi rivendica la scelta di non aver chiuso ieri le scuole: "Decisione provvidenziale". La mamma della 19enne morta: "Dovevano chiudere quei maledetti edifici" Il sindaco di Genova Marta Vincenzi viene contestata durante la visita in via Fereggiano "E' evidente che si è costruito là dove non si doveva costruire". A mettere nero su bianco queste parole, dopo l'alluvione che ha colpito Genova e ha visto la morte di quattro donne e due bambine, non è un ambientalista della prima ora, ma il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Che per un giorno intero ha deciso di non dire nulla e tantomeno di farsi vedere nelle zone alluvionate. Ma che, 24 ore dopo la tragedia, decide comunque di emettere una nota. A far notare l'incoerenza, per primo, il responsabile Green economy del Pd Ermete Realacci: "Le parole di Berlusconi a commento della tragedia di Genova sono senza vergogna spiega Le migliaia di case abusive sono infatti il risultato dei due condoni (edilizi, nel 2003 e nel 2009, ndr) che portano la sua firma, provvedimenti che solo qualche giorno fa pensava di riproporre per l'ennesima volta tra le pieghe delle misure di risanamento finanziario del suo governo". E infatti, proprio a inizio ottobre, il capogruppo del Pdl alla Camera Fabrizio Cicchitto aveva parlato di una doppia sanatoria edilizia e fiscale da inserire nella manovra finanziaria in via di approvazione. Un progetto messo da parte dopo la levata di scudi che aveva coinvolto non solo l'opposizione, ma anche parte della stessa maggioranza (Tremonti in primis), la Chiesa e Confindustria. La frase di Berlusconi scatena immediatamente la polemica. Di "stupro dell'ambiente" parla il presidente della Camera Gianfranco Fini che, pur senza chiamare in causa il Cavaliere, attacca: "Nessuno può avere la presunzione che si possa stuprare l'ambiente senza che ci sia la vendetta della natura". Il nome di Berlusconi viene pronunciato esplicitamente dall'Idv: "Quanto accaduto ieri a Genova, e solo dieci giorni fa alle Cinque Terre e in Lunigiana, è figlia degli ingentissimi tagli inferti da questo governo alla difesa del suolo per un miliardo di euro e di quella politica dei condoni edilizi 'a gogò' e delle sanatorie degli abusivismi con cui l'ineffabile duo Berlusconi-Tremonti ha caratterizzato la sua azione politica", ha detto Antonio Borghesi, vicepresidente del gruppo Idv alla Camera. Il presidente della Regione Emilia Romagna e della Conferenza delle Regioni Vasco Errani chiede invece "prevenzione" e "risorse" perché "le scelte del governo, confermate dai tagli per realizzare le opere di conservazione e messa in sicurezza del territorio e dalla rigidità delle nuove norme sulla protezione civile, vanno purtroppo nella direzione opposta". Contro l'Italia "del cemento, del fango, senza legge, senza giustizia e senza vergogna" si scaglia il comico genovese Beppe Grillo con un post dal suo blog: "Oggi mi sento impotente. La distruzione di Genova era annunciata. E io non ho potuto fare nulla. Ho visto la mia città trasformata in fanghiglia con le auto che cadevano sul porto insieme alla pioggia e ai morti sapendo che si poteva evitare scrive Grillo L'Italia del Fango sta mostrando la sua faccia, il suo ghigno, il suo sberleffo. L'Italia Senza Giustizia che manda in galera chi denuncia". Perché, spiega l'ideatore del Movimento 5 stelle, "il cittadino è solo, senza rifermenti, senza informazione, senza rappresentanti. L'Italia del Cemento continua Grillo lo sta seppellendo vivo". E chiede: "Chi arresteranno ora per disastro colposo? I meteorologi? Persino di fronte al default dell'Italia non si arresta questa bulimia criminale, questo pasto immondo dei partiti sul corpo della Nazione. L'aria è gonfia di pioggia e di rabbia. Genova è tagliata in due come il Paese". E' bufera sul sindaco di Genova: "Si dovevano chiudere le scuole". A livello locale le polemiche si concentrano sul sindaco di Genova Marta Vincenzi, colpevole per i cittadini di non aver chiuso le scuole ieri. A chi questa mattina, in via Fereggiano la strada in cui ieri hanno perso la vita 6 persone le urlava "dimettiti, vergogna", il primo cittadino ha ribattuto esattamente quanto dichiarato ai giornali il giorno prima in piena tragedia: "La scelta di mandare i bambini a scuola è stata provvidenziale ha spiegato la Vincenzi Immaginate cosa sarebbero stati 40mila bambini portati in macchina dai nonni, dai parenti o dagli amici in giro per la città durante l'alluvione". Difficile dimenticare però che le vittime di questa alluvione sono state travolte dalla "bomba d'acqua" proprio mentre andavano a prendere i loro figli o fratelli a scuola. E' accaduto così per la 19enne Serena Costa inghiottita dall'acqua del torrente Fereggiano mentre tentava di riportare a casa il fratello 13enne. Stessa sorte è toccata ad Angela Chiaramonte, infermiera di 40 anni, morta per raggiungere il figlio Domenico al liceo Cassini, così vicino alla stazione Brignole e al Bisagno. E sempre dopo aver portato via dalla scuola 'Giovanni XXIII' la sua bambina Joia, è morta anche Shiprese Djala, donna albanese di 28 anni. Solo Evelina Pietranera, 50 anni, è morta per essersi trovata nel posto sbagliato al momento sbagliato, dopo aver dato il cambio al marito Attilio Toffi all'edicola di via Giacometti. "Le dovevano chiudere quelle maledette scuole, le dovevano chiudere ha gridato a distanza, piena di dolore, la mamma di Serena, Rosanna Costa Mi hanno chiamata dalla scuola di mio figlio e mi hanno detto di andarlo a prendere. Io ero al lavoro e non potevo così l'ho detto a mia figlia. Ma non l'ho più vista rientrare". Ma Marta Vincenzi non ci sta a dire 'ho sbagliato' e rivendica le scelte dell'amministrazione comunale: "Abbiamo avvisato la cittadinanza di non usare i mezzi privati. Ma ricordare i comportamenti da tenere in queste occasioni non è bastato. C'erano, in giro per la città, più auto di quelle che normalmente transitano sulle nostre strade", dice il sindaco che anzi contrattacca: "Buonsenso, senso civico sono concetti che evidentemente non basta ricordare. Vanno intimati, fatti oggetto di divieti". E mentre il presidente della Regione Claudio Burlando cerca di smarcarsi dalle polemiche con un pilatesco "è difficile decidere cosa fare", il capo della Protezione civile Franco Gabrielli evoca il "patto sociale" necessario per "evitare che in certe situazioni i sindaci possano essere poi crocifissi" anche se "le scuole di Genova ieri potevano essere tranquillamente chiuse per ridurre gli spostamenti". Ora la paura è tale che il Comune ha deciso di tenere chiusi gli edifici scolastici di ogni ordine e grado anche lunedì 7 novembre, giorno in cui è stato proclamato il lutto cittadino. Tommaso Pezzano, dirigente scolastico della scuola materna, elementare e media Giovanni XXIII nel quartiere di Marassi (quella frequentata dalla piccola Joia), spiega com'è avvenuto il coordinamento tra scuola e amministrazione: "Ci hanno mandato una nota dal Comune, poche righe: stato di allerta meteo due, ma che cosa significa? Tutto e nulla. E noi cosa avremmo dovuto fare? Nessuno ci dava indicazioni". Nella comunicazione scritta del Comune di Genova, testualmente si legge: "Si invitano le famiglie a connettersi tempestivamente con i mezzi di comunicazione pubblici (Raitre, Emittenti televisive locali, sito del Comune) per acquisire informazioni su eventuali provvedimenti adottati a tutela della pubblica incolumità". Peccato però che alle 11 la corrente elettrica fosse saltata in quasi tutta la città impedendo ogni forma di comunicazione. "Neppure i cellulari funzionavano spiega Pezzano e anche per questo molti genitori sono corsi a scuola per prendere i loro bambini, per portarli a casa". Una corsa fatale.
Il Fatto Quotidiano
8 Novembre 2011
Genova, Berlusconi: "Si è costruito dove non si doveva". Ma dimentica i suoi due condoni
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo
📰 Articoli dello stesso autore
—
🔗 Articoli correlati
(stesse entità · ±2 anni)
la Repubblica · 8 Nov 2009
LIGURIA - Il cemento veteromarxista. Caro Burlando, salviamo la liguria dal cemento
ASCA · 9 Nov 2009
GIRO, NON SONO CONTRARIO A COSTRUZIONE NUOVI STADI A ROMA
Il Tirreno · 10 Nov 2009
PISA - TERRITORIO. Ikea, con i consulenti si continua a non decidere
la Repubblica · 10 Nov 2009
PALERMO - l'occasione perduta del museo della città
Il Secolo XIX · 10 Nov 2009
LIGURIA - Piano Botta scaccia-crisi Si spera che porti lavoro
Italia Sera · 10 Nov 2009
ROMA - Botta e risposta tra il Sindaco di Roma e il Sottosegretario Giro in merito alle nuove strutture. Alemanno: Roma e Lazio avranno il loro stadi.
E Polis · 10 Nov 2009
ROMA - Alemanno replica a Giro: Gli stadi li facciamo
Il Giornale dell'Arte · 11 Nov 2009
Il Piano casa e l'ex Bella Italia. Un paese fondato sulla cementificazione
la Repubblica · 11 Nov 2009
GENOVA - Cultura, a lezione di patrimonio: "Docentie e famiglie insieme per insegnare tutti i giorni"
Corriere della Sera · 11 Nov 2009
Le Cinque Terre e una diga tra i 500 mila luoghi a rischio
ASCA · 11 Nov 2009
ANCI: I NUOVI RESPONSABILI POLITICI PER MATERIA
Corriere della Sera · 12 Nov 2009
COOPERAZIONE TRA PUBBLICO E PRIVATO - Torino lancia la strategia della cultura
il Sole 24 Ore · 11 Nov 2009
PIANO CASA -Piano casa ligure a maglie più strette
la Repubblica · 13 Nov 2009
GENOVA - Tra i moli e le banchine un museo laborioso
la Repubblica · 14 Nov 2009
GENOVA - Il sovrintendente Rossini "Telecamere ovunque"
la Repubblica · 14 Nov 2009
GENOVA - Dopo lassalto a San Matteo, la Vincenzi dura: attacchi alle istituzioni
Corriere della Sera · 13 Nov 2009
Vasari, c'è una banca russa dietro l'acquisto. Porteremo l'Archivio in mostra all'estero
Corriere della Sera · 13 Nov 2009
LECCE Nuovo pug, Marti striglia gli architetti
Il Secolo XIX · 15 Nov 2009
LIGURIA - Piano regolatore ad Architettura, Lecce contro l'Università di Genova
Il Secolo XIX · 15 Nov 2009
LIGURIA - Finale, ecco il piano che sblocca l'edilizia