MASSAFRA - Nella mattinata di ieri è giunta sul cantiere dove seno state ritrovate le tombe, l'incaricata da parte della soprintendenza ai Beni Archeologici, la dottoressa Patrizia D'Onghia, che ha effettuato altre analisi e che ha vigilato sul prosieguo degli scavi, da portare avanti con la massima cautela. Sul ritrovamento, però, appare un'ombra poco ben augurante. A quanto pare il sito risulta inevitabilmente danneggiato, nella maggior parte della sua estensione, o almeno così sembra essere. In mattinata sono accorsi sul posto il consigliere comunale Davide Convertino, che due giorni fa aveva subito sollecitato il sindaco ad intervenire, oltre al dirigente comunale, l'ingegner Ceppaglia. Insieme a loro anche un archeologo incaricato dal Comune di Massafra, la dottoressa Mina Castronovi, per verificare quella che è la situazione attuale, oltre che per dare un supporto tecnico agli esperti già al lavoro. In seguito, a circa metà giornata, è giunta sul posto la soprintendente ai Beni Archeologici, la dottoressa Schojer, che ha subito evidenziato lo stato disastroso degli scavi fin qui effettuati: "Uno scempio. Una distruzione totale di quello che era sfato trovato, e chi scavava si è da subito accorto di cosa si trattava. Partiranno le denunce". Poi continua: "Tombe perfettamente ripulite". Allora sorgono diversi punti interrogativi. Le "ombre" di cui parlavamo prima. Il ritrovamento è avvenuto circa una settimana fa, e il primo intervento da parte della soprintendenza è stato effettuato esattamente il 27 di dicembre. In più chi era intervenuto sul posto aveva riferito de! ritrovamento, in alcune tombe, di corredo funerario, prontamente dato in custodia ai carabinieri della locale stazione. Ieri invece la versione è cambiata. Dopo un'accurata indagine si è scoperto che i carabinieri non avevano ricevuto nessun bene in custodia, ma solo un avviso in cui si faceva riferimento ai ritrovamenti. In tarda mattinata la conferma da parte della Schojer e della D'Onghia: "II corredo era stato prelevato da chi lavorava nel cantiere. Poi, però, prontamente restituito". Un atto lodevole, dato che svariate volte le tombe vengono saccheggiate, e il loro contenuto mai più consegnato o ritrovato. Ma allora, perché tenere nascosta la verità? "Sito irrimediabilmente danneggiato", ha detto la Schojer, che però concede ancora un barlume di speranza per i prossimi lavori di scavo: "Speriamo di trovare ancora qualcosa nell'area circostante". Infatti la speranza è di trovare ancora dei reperti nei dintorni, cercando di salvare il salvabile. Nel frattempo il Comune di Massafra ha dato piena disponibilità nel collaborare con la Soprintendenza ai Beni Archeologici per portare avanti gli scavi, indicando tra gli aiuti anche quello economico. "Come Soprintendenza abbiamo solo 3800 euro. Con quei soldi possiamo andare avanti nei lavori non più di una settimana. L'amministrazione comunale di Massafra deve aiutarci. Servono almeno altri 5mila euro". È la dottoressa Schojer che parìa, alla quale fa subito eco l'assessore al Turismo di Massafra, la dottoressa Frassanito: "Siamo disponibilissimi a collaborare, anche economicamente se necessario. Ne parlerò personalmente con il sindaco, ma abbiamo bisogno di dati certi da parte della Soprintendenza sulla durata degli scavi, sui lavori che saranno effettuati e sul materiale di cui si dovrà disporre, sia tecnico che umano". Collaborazione tra due enti che non sempre sono andati d'amore e d'accordo. Sarebbe un vero miracolo della natura, in questo caso dell'archeologia. Anche se non sono mancate le polemiche. Da una parte la Soprintendenza "prima di scavare dovevate consultarci", dall'altra il Comune: "Non abbiamo nessun obbligo a farlo, il terreno in questione non era sottoposto a vincoli di nessun genere, e comunque per l'inizio dei lavori abbiamo chiesto il parere proprio alla soprintendenza, che ha dato l'ok". Resta comunque il fitto positivo della collaborazione tra Comune e Soprintendenza, con la necessità di creare un gruppo di lavoro, una squadra di esperti, incaricati dal Comune, che volta per volta vadano a visionare e a vigilare su ogni tipo di scavo effettuato nella città. Ad esprimere questa necessità è il consigliere Davide Convertino, che dice: "Un vero peccato dover sapere che qualcosa di importante è andata ormai distrutta. Ora speriamo di salvare il resto". I lavori per la piazza restano dunque bloccati, mentre dal terreno continuano ad emergere lastre. Nel frattempo una convinzione, fornita dalla dottoressa Castronovi: "Se questa è davvero una necropoli, allora da qualche parte nelle vicinanze ci dev'essere anche un'acropoli". Nel frattempo resta il dubbio, in attesa di altri ragguagli.