ALLARME DEL CNR. Le più esposte sono Napoli, Palermo e Bologna Lo studio di Legambiente: consumati 500 chilometri di territorio l'anno, pari a una Milano ogni 4 mesi Non solo Genova, dove dove «all'intensità delle precipitazioni» si sono sommati «errori edilizi e scelte sbagliate di politiche ambientali». Il rischio alluvioni e inondazioni riguarda anche altre città italiane. Specie quelle in cui si è costruito di più, cementificando e impermeabilizzando il suolo urbano. Ad accendere i riflettori sul pericolo causato dai fiumi «tombati» ci ha pensato Mario Tozzi, geologo del Cnr e presidente del parco nazionale dell'Arcipelago toscano, secondo cui nel nostro Paese ci sono «alcune città particolarmente esposte» a questo rischio. Che siano piogge eccezionali o straripamenti di fiumi, ha spiegato Tozzi, «in caso di piogge estreme altre città possono diventare delle bombe»: come, per esempio Napoli, Palermo, Bologna. Sotto il suolo di Napoli, ha affermato l'esperto, «scorre il Simeto, a Palermo il Kemonia e il Papireto, a Bologna il Reno». Del resto, Genova è esemplare da questo punto di vista: il capoluogo ligure è, infatti, «costruito in una baia dove confluiscono cinque fiumi, tutti tombati per costruirci sopra. Se il quartiere più colpito si chiama Foce ci sarà un motivo. Ma per non fare danni i fiumi devono respirare, devono avere possibilità di sfogarsi», e di diventare «una risorsa». L'idrofobia urbana è un effetto dell'eccessiva antropizzazione - ha messo in evidenza Legambiente nel rapporto Ambiente Italia 2011 - l'acqua non viene assorbita a causa dell'impermeabilizzazione del suolo». Il record di impermeabilizzazione del suolo lo detiene Napoli con il 62,3 del territorio che ha difficoltà ad assorbire l'acqua. A seguire Milano con il 61,6, Torino con il 54,7, Monza con il 48,2, Brescia con il 44,1, e Padova con il 41,5. Inoltre, secondo il dossier dell' associazione «ogni anno vengono consumati oltre 500 chilometri quadrati di territorio». Per avere un'idea, è come se «ogni quattro mesi spuntasse in Italia una città delle stesse dimensioni di Milano». Ricette immediate, ha però avvertito Tozzi, «non ce ne sono»: da subito si possono mettere in pratica i piani di evacuazione e subito dopo pensare «alla rinaturalizzazione del territorio».
Le città bombe d'acqua, troppi i fiumi tombati
Il geologo Mario Tozzi ha sollevato l'allarme per le città italiane più esposte al rischio di alluvioni e inondazioni. Secondo Tozzi, queste città sono quelle in cui si è costruito di più, impermeabilizzando il suolo urbano. Le città più colpite sono Napoli, Palermo e Bologna, che hanno difficoltà ad assorbire l'acqua a causa dell'impermeabilizzazione del suolo. Il rapporto Ambiente Italia 2011 di Legambiente ha rilevato che il record di impermeabilizzazione del suolo lo detiene Napoli con il 62,3% del territorio. Inoltre, ogni anno vengono consumati oltre 500 chilometri quadrati di territorio, pari a una Milano ogni 4 mesi.
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