La proposta progettuale di valorizzazione dell'Area Archeologica di Montesarchio antica Caudium - elaborata dall'agenzia Art Sannio Campania s.p.a., e presentata circa quindici giorni fa presso la Rocca dei Rettori, sarà partecipata ai Comuni della Valle Caudina, alla Provincia di Avellino ed alle Istituzioni operanti nel Territorio, per sollecitarne le attività sinergiche per la sua realizzazione, ed una copia sarà rimessa anche al redattore del P.U.C., per tenerne conto nella elaborazione dello strumento urbanistico. L'ente comunale, ha attivato da alcuni anni, un programma integrato di sviluppo e riequilibrio del settore turistico, ambientale e commerciale (Delibera C.I.P.E. 30061999), all'interno del quale sono stati individuati tre temi da sviluppare, ognuno legato ad una specifica componente ambientale caratteristica del territorio comunale. Tutela e valorizzazione del patrimonio archeologico, Valorizzazione del patrimonio storico culturale, e Riqualificazione del patrimonio ambientale costituiscono le componenti principali delle risorse territoriali che, allo stato attuale, non risultano idoneamente utilizzate e sono scarsamente valorizzate. L'amministrazione intende creare un sistema integrato di Parchi mettendo in relazione, sia simbolicamente che materialmente la città antica (Caudium) con la città medievale, l'una ancora sepolta sotto la terra e l'altra «sepolta» dall'incuria, mediante l'istituzione di tre Parchi tematici, ciascuno con la precisa funzione di valorizzare e rendere produttiva la risorsa considerata. Per il patrimonio archeologico è previsto il Parco Archeologico, per il patrimonio storico culturale è previsto un Parco Urbano delle Mura e per il patrimonio ambientale un Parco Agricolo Fluviale. L'istituzione dei tre Parchi si lega anche alla presenza del Parco Regionale del Taburno - Camposauro che comprende al suo interno una buona parte del territorio comunale ed il tutto costituirà un sistema integrato di sviluppo sostenibile. di valorizzazione e salvaguardia ambientale di notevole interesse. Nel 2005, in considerazione della possibilità di poter accedere a dei finanziamenti e rispondere a dei bandi per le aree Protette Regionali, è stato sottoscritto un Protocollo d'Intesa tra Regione Campania, Provincia di Benevento, ed Agenzia Art Sannio Campania, che ha realizzato uno studio che ridisegna l'offerta culturale del comprensorio caudino, individuando strategie finalizzate ad una più compiuta valorizzazione territoriale e, in particolare, del patrimonio archeologico rilanciando così la promozione turistica. Un attento esame di tutti gli aspetti sociali, economici, culturali e ambientali del territorio della Valle Caudina, dei suoi attrattori e delle sue potenzialità, fa del progetto di valorizzazione dell'area archeologica di Caudium, una delle sue priorità attuative. Il tema che viene affrontato nel lavoro elaborato dall'Art Sannio, è la messa in campo di azioni di diversa natura (strategico - programmatica, urbanistica attuativa, progettuale) per la valorizzazione del sito archeologico di Caudium, antica città di Caudium, ricordata dalle fonti soprattutto in relazione alla progressiva estensione di Roma nei territori occupati dalle tribù sannitiche. Essa è concordemente ubicata nel territorio del comune di Montesarchio nella piana antistante le pendici orientali del massiccio Taburno - Camposauro. La collocazione strategica del sito, posto allo sbocco della Valle Caudina verso le aree interne del Sannio, dà ragione della continuità insediativa che risale almeno al neolitico e trova momenti di grande fioritura sia nell'età del ferro, quando vasti agglomerati abitativi sono testimoniati da ricche necropoli, sia in età storica, quando, tra V e IV secolo a.c., la comunità caudina appare ormai socialmente strutturata e sempre aperta culturalmente agli apporti e agli stimoli esterni come nei secoli precedenti. La proposta progettuale, pertanto, si concentra intorno a tre assi principali, per cui prevede un' azione immediata rivolta alla valorizzazione del sito di Caudium, divulgandone la conoscenza, attraverso la realizzazione di punti e momenti informativi, seguita da un progetto di assetto dell' area, basato su accessi, percorsi, recupero di manufatti, integrato con il progetto di realizzazione di un parco fluviale e di valorizzazione del Centro Storico di Montesarchio. Importante anche una campagna rivolta ad interessare i ricercatori di importanti Università e Centri di Ricerca internazionali e nazionali, cui offrire forme e strutture di agevolazione e supporto logistico con 1'obiettivo di ottenere un allargamento dell' area esplorata, un aumento delle conoscenze e degli studi e una presenza qualificata sul territorio, e la costruzione di accordi con i proprietari dei suoli dell' area archeologie a per forme di permuta e perequazione immobiliare rivolte all' acquisizione al minor costo delle aree interessate dal progetto e per modalità di compartecipazione dei proprietari dei suoli alle azioni di valorizzazione. Infine, la realizzazione di un piano di sviluppo turistico basato sull'integrazione dei «turismi» possibili nel territorio, coinvolgendo gli Enti locali, ma soprattutto gli operatori del settore. Si tratta di un piano fortemente orientato alla promozione della domanda, piuttosto che al semplice incremento dell'offerta. In questo quadro l'integrazione del turismo culturale, di quello ambientale ed enogastronomico, appare potenzialmente fruttuosa; perciò lo studio propone una lettura delle risorse del territorio alla scala della Valle Caudina, anche nel quadro del progetto strategico della Città Caudina, avviato di recente dai Comuni del territorio. Il Parco Archeologico, potrà costituire insieme al Museo realizzato nel Castello, un elemento catalizzatore rispetto alla ricchissima presenza archeologica disseminata nel comprensorio caudino. L'area del Parco è individuata tra la Via Appia (Via Napoli) e il Torrente Tesa, nella quale ricade il nucleo edilizio della Masseria Foglia e l'adiacente edificio termale di età imperiale, già oggetto d'indagini archeologiche. Si tratta di un' area di 12 ettari: estensione che sarebbe raddoppiata con l'attuazione della seconda fase d'interventi che prevede l'acquisizione di ulteriori 12 ettari, per un totale di 24 ettari (cfr. Studio di fattibilità). La strada vicinale Sentella che oggi costeggia ad Ovest la prima area da destinare a Parco, collegando la Via Appia al torrente, si troverebbe nella posizione di asse centrale del Parco stesso nella sua conformazione più avanzata. La linea di confine settentrionale del Parco archeologico si sviluppa parallelamente al corso del torrente, ad una distanza di circa 80 m da questo; al di là di essa una grande estensione di aree è destinata alla realizzazione del secondo Parco previsto, di carattere agricolo-fluviale.