CHE differenza cè tra laffermazione di Leopardi che alla natura collega "il brutto poter che, ascoso, a comun danno impera", il potere malvagio che subdolamente opera a danno di tutti, e le grida di rabbia della gente contro gli amministratori di Genova ferita dallennesima alluvione? Si potrebbe dire, sempre con Leopardi, due secoli di "magnifiche sorti e progressive", che ci hanno illusi di poter controllare e anzi volgere sempre a nostro favore la natura, conciliandola con tutti i nostri bisogni, anche i più discutibili ed egoistici (arricchimento con la speculazione sul territorio e le sue risorse). Per cui, si protesta con la stessa leggerezza con cui prima si era costruito male, troppo, ovunque. In realtà, è motivo di rabbia ma anche ricerca di facile consolazione credere che sta alluomo, a ciò che fa o a ciò che, pur potendo, non fa, se la natura è buona o cattiva. E una grande illusione, che nasce dalla convinzione che luomo, siccome può molto danneggiarla (bomba atomica, fertilizzanti, cementificazione...), è più forte della natura e quindi, se lui non sbagliasse scientemente, essa mai farebbe danni, anche quando riversa 500 millimetri di pioggia in poche ore su un territorio scosceso e fragile come quello ligure.