Intervento del dirigente responsabile dei Beni culturali dopo l'iniziativa di Comune, Provincia e Asi per preparare il ritorno del relitto in città La guerra dei legni della nave greca, figlia del gran "pasticcio" che il governo regionale ha creato istituendo parchi archeologici senza i fondi e svilendo o meglio cancellando l'archeologia dalla nostra isola. Nel passaggio di consegne dalla Soprintendenza di Caltanissetta al Parco archeologico dei siti e dei beni di Gela c'entra pure la nave greca? Secondo il direttore del Parco archeologico Salvatore Gueli si, dato che ce lo ha detto verbalmente diverse volte ma soprattutto perchè si è mosso con Comune, Provincia ed Asi per preparare il ritorno del relitto a Gela e la sua esposizione. Ma è bastato diffondere questa notizia per avere la reazione della Soprintendenza che in una nota afferma che la competenza sulla nave greca è sua e nulla c'entra il parco archeologico di Gela. Torniamo indietro nel tempo. Già da alcune settimane circolava la voce che le speranze per ottenere dalla Regione i fondi per il museo della nave a Bosco Littorio sono ridotte al minimo. E nel contempo quella che Comune, Provincia e Parco archeologico avevano concordato con l'Asi di usare i locali del centro sociale della zona industriale. Notizia confermata da alcuni dei soggetti coinvolti. Comune, Provincia e Parco archeologico hanno anche concordato a chi chiedere i finanziamenti per andare a prendere i legni della nave greca in Inghilterra e per realizzare una prima esposizione. Tutte intese raggiunte in riservatezza ma facilmente documentabili. In nessuna di queste iniziative gli attori interessati hanno coinvolto la Soprintendenza di Caltanissetta che della nave greca con la dott. Panvini si è sempre occupata dal ritrovamento nel 1988 al recupero dell'ultimo pezzo, il paramezzale, nel 2008. Ieri il dirigente archeologico della Soprintendenza dott. Carla Guzzone ha inviato una nota in cui ha scritto che "l'operazione di restauro della nave greca si attesta in capo solo alla Soprintendenza di Caltanissetta essendo le somme relative assegnate dall'Assessorato regionale alla Soprintendenza stessa e nella disponibilità del responsabile unico del procedimento arch. Daniela Vullo che segue personalmente le fasi del restauro. Il Parco archeologico di Gela non è coinvolto in alcun modo nel restauro. LaSoprintendenza cita come periodo di ritorno dei legni restaurati il 2012 - 2013. Si tratta di un migliaio di pezzi contenuti in circa 50 cassette. "Sarà compito della Soprintendenza - continua la dott.ssa Guzzone - garantire la giusta collocazione dei legni, possibilmente a Gela, in un luogo sicuro per la successiva musealizzazione. E' in itinere un evento espositivo a Gela in collaborazione con il parco archeologico avente per oggetto la nave, con elementi significativi della stessa, che rientreranno dalla Gran Bretagna in concomitanza con la mostra". Fin qui quanto comunicato dalla Soprintendenza. E la comunità gelese che deve pensare di questa vicenda? Che c'è qualcuno di troppo? Che qualcuno sta barando? Poco importa. Facciano il presidente della Provincia ed il sindaco il loro dovere nell'interesse della comunità gelese che ha il diritto di avere la sua nave greca e rispettando chi veramente ne è competente. Per il resto tocca alla Regione recitare il mea culpa su un'organizzazione dei beni culturali in Sicilia che fa acqua da tutte le parti. I parchi archeologici al momento ci sembrano entità fantasma, i siti archeologici sono più in abbandono di prima perché soldi da Palermo non ne arrivano e di conflitti tra Soprintendenze e parchi in Sicilia ne sorgeranno tanti. Non è quello che volevamo. 05112011