Una protesta dopo l'altra, monta la crisi degli alloggi popolari mentre stabili interi giacciono nell'abbandono e si registra anche un esubero di capacità abitativa. Salvo poi a verificare sul territorio che questa capacità è meramente teorica: il dato infatti include anche gli immobili in abbandono. E intanto si continua a costruire in ogni buco recuperabile in centro e, appena «fuori porta», su terreni che prima erano soggetti a rigorosi e mai violati vincoli paesaggistici. Si consumano così, al tempo stesso, un pesante disagio sociale e uno scempio del patrimonio edilizio, del territorio più in generale, perfino dell'ambiente. Interviene sulla vicenda Corrado Piccione, faro della cultura siracusana. «Si ripete - rileva Piccione - il triste spettacolo di famiglie sfrattate da alloggi, spesso tuguri, che avanti il palazzo municipale implorano un alloggio qualsiasi e spesso non riescono ad ottenerlo. «Sappiamo che le autorità cittadine si impegnano secondo le loro possibilità, strette nei limiti di non cospicue disponibilità tecniche. Ma le deficienze sono altrove. Consistono nella sperimentata incapacità di una seria e adeguata programmazione di costruzioni di alloggi popolari della Regione che ancora una volta dimostra la sua inutilità e accredita la diffusa aspirazione di una radicale revisione istituzionale secondo la Costituzione. Ma nel tempo attuale un provvedimento di assoluta urgenza si impone. «Girando per Ortigia e negli altri quartieri si nota che da lunghi anni strutture abitative sono abbandonate, spesso ammalorate per mancata manutenzione, mai abitate, mai curate da alcuno. Andranno in rovina. In simili condizioni non è precluso all'autorità comunale di procedere a provvedimenti requisitori per utilizzarle per motivi di pubblica rilevanza a necessità e per salvaguardare motivi di igiene e di sicurezza pubblica. Ogni doglianza sarebbe inammissibile e assurda. «È da richiamare - conclude Corrado Piccione - il principio costituzionale secondo cui la proprietà privata ha una funzione sociale che prevale sul disinteresse dei privati titolari. Si potrà in tal modo aiutare la povera gente che per tetto ha soltanto le stelle». Rimane da ricordare che la giunta Fatuzzo aveva lasciato uno schema di piano regolatore nel quale erano previsti il blocco della espansione edilizia oltre l'attuale perimetro urbano e il recupero del patrimonio esistente. A partire dalla Borgata. C'è, fra l'altro, un precedente: gli alloggi per studenti, alla Giudecca e alla Graziella, mediante ristrutturazione di vecchi stabili da parte dell'Istituto autonomo case popolari in convenzione con il Comune. Poi, cambiati i musicanti, è cambiata pure la musica: scempio del territorio e carenza di alloggi popolari. 06112011
SICILIA - Piccione. Recuperare il patrimonio esistente. Crisi degli alloggi e territorio violato
La crisi degli alloggi popolari a Siracusa è sempre più grave. Molti stabili sono abbandonati e non vengono curati, mentre si costruiscono nuovi immobili in centro e fuori porta, senza rispettare i vincoli paesaggistici. Le autorità cittadine si impegnano, ma le deficienze sono nella programmazione di costruzioni di alloggi popolari della Regione, che dimostra la sua inutilità. Un esempio di questo è il caso di strutture abitative abbandonate e ammalorate in Ortigia e negli altri quartieri, che potrebbero andare in rovina. L'autorità comunale potrebbe procedere a provvedimenti requisitori per utilizzarle per motivi di pubblica rilevanza.
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