Pompei rurale abbandonata Per la Soprintendenza non è una priorità, ma la Provincia si impegna LUCCA. Il Parco delle 100 fattorie romane è abbandonato. Buche per arrivare agli scavi, una passerella pericolante per attraversare il Rogio e arrivare al sito del Palazzaccio. Gli scavi Fossa Nera A e B quasi impossibili da raggiungere e coperti di erbacce. Giulio Ciampoltrini, della Soprintendenza, dice che quegli scavi nella "Pompei rurale" non sono una priorità e che non ci sono finanziamenti stanziati per il 2011. Il presidente della Provincia Stefano Baccelli promette che, se non arriveranno finanziamenti per ricominciare a scavare, almeno si provvederà alla conservazione. Le indicazioni sono un po' ovunque, sulla via Romana, all'uscita del casello autostradale di Capannori. Il cartellone su via del Rogio è stato ripulito. Il Parco delle 100 fattorie romane, fiore all'occhiello dell'archeologia della Piana, pare essere a portata di turista. Eppure non è così. Arrivati all'inizio della strada sterrata che conduce agli scavi, iniziano i primi problemi. Prima di tutto, per continuare in auto, sarebbe meglio essere muniti di un fuoristrada. E anche se si volesse proseguire a piedi, l'impresa non sarebbe così semplice, né piacevole. Buche, fango, rifiuti lungo tutta la via. Quando si arriva al primo sito, quello del "Palazzaccio", la situazione non migliora. Lo scavo (per altro lasciato a metà per mancanza di fondi) si trova sull'altra sponda del Rogio, in territorio capannorese. Per attraversare il rio, c'è solo una vecchia passerella in metallo arrugginita e sfondata. Certo, la passerella si può evitare passando da S. Ginese (via della Circonvallazione), ma chi glielo spiega al turista? Se anche il nostro, intrepido, decidesse di attraversarla, oltre non troverebbe niente. Non un'indicazione, non un cartello. Solo capanni per la caccia. E allora il turista potrebbe decidere di tentare con gli scavi del Fossa Nera A e B. Tra un bosco e una radura, gli scavi si riconoscono per i cartelli con la storia dei due siti. Da vedere, però, c'è ben poco. Tutto ricoperto da erbacce, delimitato da paline di ferro arrugginite. «Ho fatto l'ultimo sopralluogo in maggio - dice Ciampoltrini - ed era tutto in ordine. Non so chi aveva ripulito. Posso dire che il Frizzone non è una priorità e che non ci sono fondi destinati a quegli scavi nel 2011. Si è preferito focalizzare l'attenzione su altri siti, come quello in via Martiri Lunatesi, più fruibile». Ma allora perché sono stati spesi tanti soldi per il Parco se già si sapeva che non sarebbe stato fruibile? Come mai tanto interesse per anni (con tanto di archeologi francesi e americani a scavare nella zona, ritenuta di enorme interesse) e poi più niente? Il primo a lavorare in quei siti è stato Michelangelo Zecchini, nel 1987. «Per anni c'è stato un fervore incredibile attorno a quei siti - conferma -. Poi il progetto è stato abbandonato. I Comuni di Capannori e Porcari hanno preferito dedicare le risorse messe a disposizione dalle Fondazioni ad altri progetti. Il Parco non esiste più, sono rimasti solo i cartelli». Il presidente della Provincia Baccelli però pare crederci ancora: «Per me il progetto ha ancora una grande valenza. Lo sappiamo tutti che non ci troviamo certo in un momento economico facile, ma non per questo dobbiamo dimenticare quanto già fatto. Per questo in gennaio ho incontrato la dottoressa Barbera, sollecitando i fondi del ministero, visto che il sito è di interesse nazionale e, nonostante questo, fino ad ora è stato finanziato solo dalle amministrazioni locali. Abbiamo inoltre già predisposto la partecipazione al bando Arcus. Non possiamo essere certi di vincerlo, ma il progetto è di rilievo. In ogni caso, anche se la partecipazione al bando non dovesse andare bene e non potessimo ripartire con gli scavi, la Provincia è pronta almeno a garantirne la conservazione».
Coperto dalle erbacce il parco delle cento fattorie romane
Il Parco delle 100 fattorie romane, un sito archeologico di interesse nazionale, è stato abbandonato a causa di mancanza di fondi. Gli scavi sono stati lasciati a metà e la strada per raggiungerli è difficile e pericolosa. La Soprintendenza non considera gli scavi una priorità e non ci sono finanziamenti stanziati per il 2011. La Provincia ha promesso di garantire la conservazione del sito, ma non ha intenzione di ripartire con gli scavi. Il sito è stato abbandonato dopo un progetto che ha coinvolto archeologi francesi e americani nel 1987, ma è stato poi abbandonato a causa di mancanza di fondi.
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