Quegli affreschi e il genio del Rosso «Sono emerse colonne in pietra e archi ingoiati dall'intonaco» CRESPINA. Non è solo quel maxi affresco settecentesco di Giovan Battista Tempesti. A destra spunta S.Stefano, a sinistra forse l'autoritratto del grande pittore pisano, ma la faccia è rovinata. Sono scoperte che potrebbero riscrivere la storia del S.Michele. Sono le fabbriche ultracentenerie di Crespina che da qualche mese a questa parte stanno regalando novità non da poco, grazie ai sondaggi alle strutture portati avanti con un finanziamento della Fondazione Cassa di Risparmio di Pisa. La prossima settimana sarà direttamente la Sovrintendenza pisana a passare in rassegna quegli affreschi, coperti da intonaco, che potrebbero essere addirittura precedenti al Tempesti. Una storia cominciata nel IV secolo, l'epoca in cui fu costruita la chiesa che rappresenta il nucleo più antico del fabbricato. Ed è proprio nella parte della chiesa che guarda verso la vallata che è emerso dall'oblio un affresco di abside in prospettiva. Così, tolto il solaio che intorno all'Ottocento fu costruito tagliando gli ambienti, viene fuori un'altra meraviglia: un putto circondato da uno scorcio della Piazza dei Miracoli di Pisa. «La stessa immagine l'abbiamo ritrovata nel vicino oratorio di San Rocco che abbiamo restaurato. Qualcuno ipotizza la medesima mano», commenta il sindaco Thomas D'Addona entusiasta delle scoperte. Per il chiesino gli esperti parlarono di importanti artisti del tardo Cinquecento come Salimbeni, Pomarancio. Qualcuno azzardò anche il genio del Rosso Fiorentino. «Vedremo - continua l'assessore Sergio Tognoni appassionato di storia locale - Quel che è certo è che abbiamo avuto la fortuna di vedere cose che neppure pensavamo esistere. Il restauratore ha detto che tutta la chiesa era affrescata, poi la cappella di San Ranieri fu divisa da quel solaio che grazie ai lavori di consolidamento è stato abbattuto». E grattando l'intonaco sono venute fuori pure colonne in pietra serena affogate dai secoli. E nel muro spunta una pietra con una data: 1680. «La nostra speranza - conclude D'Addona - è che se emergono cose rilevanti la Fondazione possa finanziare anche il restauro degli affreschi».
Crespina, nuove scoperte al San Michele: attesa la Sovrintendenza per valutarle
La Sovrintendenza pisana sta esaminando affreschi coperti da intonaco nella chiesa di S.Michele a Crespina. Gli affreschi, datati IV secolo, potrebbero essere precedenti a quelli di Giovan Battista Tempesti. Sono emersi anche colonne in pietra e archi ingoiati dall'intonaco. Il restauratore ha rivelato che tutta la chiesa era affrescata, ma la cappella di San Ranieri fu divisa da un solaio che è stato abbattuto. Gli esperti ipotizzano che gli affreschi siano stati realizzati da artisti del tardo Cinquecento, come Salimbeni o Pomarancio, o anche il genio del Rosso Fiorentino.
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