La tragica alluvione genovese porta con sé il lutto e il rimpianto per le giovani vite strappate allaffetto delle famiglie in un assurdo pomeriggio di tregenda e lo strascico di rabbia e polemiche che inevitabilmente accompagna un evento simile. Ma il diluvio annunciato e in parte sottovalutato ha impartito a Genova una lezione, un monito che sarebbe grave ignorare. Quei 530 millimetri di pioggia che si sono abbattuti in poco tempo sulla città, causando lesondazione "a catena" del Fereggiano e del Bisagno, confermano che il clima sul Mediterraneo e sulla Liguria in particolare sta diventando sempre più tropicale, con piogge brevi, ma intensissime. Disastrose. Meteorologi e geologi sono concordi nel loro verdetto di condanna senza appello: Genova è destinata a subire alluvioni. È inevitabile. Ma questo fatto ormai incontrovertibile non può essere usato da chi amministra la città come scusante di fronte al disastro. Come si è arrivati a una situazione così grave? Decenni di gestione sbagliata del territorio, scelte urbanistiche che hanno piegato le esigenze dei corsi dacqua agli appetiti della cementificazione, deviando, tombando e soffocando una miriade di rivi e torrenti che costituiscono le vene del sistema orografico ligure. E ora che il clima sottopone a una pressione più forte e concentrata questo sistema malato e violentato, ecco che le vene esplodono, un susseguirsi di "ictus" che nella realtà dei fatti prendono la forma di disastrose alluvioni. La malattia è probabilmente ormai incurabile, ma le cose possono peggiorare. Occorre intervenire per circoscrivere e limitare le situazioni di rischio e cè una sola terapia: un ripensamento urbanistico che, come spiega a Repubblica il procuratore capo Vincenzo Scolastico, interrompa limpermeabilizzazione di Genova provocata dal cemento di case, nuove strade e una selva di box sotterranei. Le concessioni edilizie che portano ossigeno alle casse del Comune impoveriscono e strangolano lambiente, con i risultati che vediamo. Ed è necessario anche un altro passo nella gestione dellemergenza: di fronte allallerta meteo massima, sindaco e assessori devono avere il coraggio politico di prendere decisioni anche impopolari ma che possono fare la differenza fra la vita e la morte: chiudere le scuole, certo, ma anche gli uffici, i negozi e fermare il traffico privato, se il cielo sopra Genova porta le avvisaglie di tempeste che somigliano sempre più a uragani. Una presa di coscienza civica che, però, anche i cittadini devono condividere: ieri si sono visti automobilisti e persino anziani in motorino sfidare londa di fango quando la gravità della situazione era ormai chiarissima. Non esistono ordinanze comunali che possano vietare limbecillità.
LA LEZIONE DEL DILUVIO
La città di Genova è stata colpita da un disastroso alluvione che ha causato la morte di giovani persone e ha lasciato un segno profondo di dolore e rimpianto. Il clima sul Mediterraneo e sulla Liguria sta diventando sempre più tropicale, con piogge brevi ma intense. Meteorologi e geologi concordano che Genova è destinata a subire alluvioni, ma questo fatto ormai incontrovertibile non può essere usato come scusante per la gestione della città. Decenni di gestione sbagliata del territorio e scelte urbanistiche hanno portato a una situazione in cui i corsi d'acqua sono stati deviati e soffocati dalla cementificazione.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo