Sono in tanti, al servizio volontario dei musei e i luoghi d'arte. Pensionati per lo più, che scendono dalla poltrona, trovano le energie e ringjovaniscono in giro per la citta, dentro le chiese, davanti alle statue e agli arazzi. Il volontariato nei musei era un fenomeno di nicchia, è diventato uno strumento per il turismo. Quasi indispensabile. A tal punto che lo stesso assessorato alla cultura di Tursi pensa di stipulare entro la fine di gennaio alleanze con queste associazioni di anziani «deputati all'accoglienza dei visitatori loro coetanei - spiega l'assessore Luca Borzani - dal momento che i bambini con i Iaboratori didattici, i giovani con le performance musicali e quant'altro sono oramai buoni frequentatori». Così gli anziani per gli anziani, con un progetto di attenzioni particolari, di avvicinamento diverso del luogo d'arte. Ma non si inventa niente, hanno già inventato tutto loro. Gli Amici del Castello d'Albertis piuttosto che l'Auser e ancora le associazioni degli ex carabinieri, poliziotti, ma anche gli Amici dei Musei, e i volontari che si muovono in Palazzo Bianco, o l'associazione che ha riaperto la chiesa di San Pietro in Banchi, solo per citarne alcuni. Così hanno fatto gli scout adulti del Masci con il museo di Santa Maria di Castello. Dopo la morte di padre Rosario Ricciardi, che per anni ha guidato scolaresche e gruppi di stranieri, Santa Maria di Castello è entrata in crisi. Finanziata da soprintendenze e fondazioni per recuperare il merito di complesso chiesastico più affascinante della città, era di fatto interdetta al pubblico. Con lo spirito del soccorso tipico degli scout il gruppo Masci si è messo in movimento. C'è il geologo in pensione che organizza insieme agli altri le visite. C'è la casalinga, con i figli oramai grandi e la casa vuota, che svolge servizi di segreteria e di sorveglianza. Quanto a "Gli Amici dell'Arte e dei Musei Liguri" si deve a loro l'apertura della Chiesa del Gesù quando rientrava nel percorso della mostra di Rubens, si deve a loro una presenza costante, con una formazione di 13 volontari a turno, in Palazzo Reale e più occasionalmente alla Biblioteca Berio o al Museo dell'Accademia Ligustica. L'associazione si fa carico di una impegnativa assicurazione ma la legge prevede che venga sospesa ai 75 anni «quando a quell'età - dice Bruna Maragliano dell'associazione - molti nostri iscritti sono ancora di sorprendente vitalità». Trovano un escamotage assicurativo, («una copertura per i danni alle opere») per utilizzarli comunque. Giovanna Rotondi Terminiello, storica soprintendente oggi in pensione, ma attiva e direttiva dentro gli "Amici dei musei", rileva che se gli anziani sono al servizio dei luoghi d'arte, la disponibilità dovrebbe essere reciproca. Non è così. Didascalie scritte in piccolo, collocate in posizioni da mal di schiena. «Per non parlare della bellissima mostra Arti e Architettura dove quando sono andata io in visita, non esiste va una sedia perché, mi dissero, reputate antiestetiche dai progettisti. 0 perché forse c'è interesse alla fluidità ininterrotta dei visitatori. Con 1.200 opere e 20 filmati, non una sedia» E, continua: «C'è scarsa informazione sul fatto che dopo i 65 anni i musei sono gratis. E la gratuità consente di non seguire il ritmo obbligatorio della visita guidata dall'usciere, ma una fruibilità più frequente e più personalizzata dei musei. Oggi salto tre sale e mi fermo un'ora solo davanti a quel Piola che mi piace tanto, domani mi godo solo i giardini di Strada Nuova».