6 novembre 2011 «L'ultima lampadina si è bruciata una settimana fa, ed era l'ultima»: nel salone della Meridiana le visite si fanno a tentoni Il salone della Meridiana nel Museo Archeologico Nazionale di Napoli Napoli. Da alcuni mesi, stando al racconto di alcuni custodi che preferiscono mantenere l'anonimato, il grande salone della Meridiana al piano nobile del Museo Archeologico nazionale è al buio. «L'ultima lampadina, dicono i vigilanti della Soprintendenza archeologica di Napoli e Pompei, si è bruciata una settimana fa ed era l'ultima. Siamo costretti, noi e i visitatori a restare al buio completo, con quali problemi in termini di sicurezza è facile immaginare». Chi scrive ha visitato il museo, in forma anonima, domenica 30 ottobre intorno alle 18 e, salendo dallo scalone centrale nel grande palazzo costruito come cavallerizza a partire dal 1586, si è trovato in effetti al buio pesto: le uniche luci, nello spazio di alcune centinaia di metri quadri progettati prima da Giulio Cesare Fontana e successivamente da Ferdinando Fuga e Pompeo Schiantarelli che lo trasformarono tra fine '700 e inizio '800 nella sede delle raccolte borboniche, sono i cellulari di un paio di custodi seduti in fondo e bisbiglianti. «Vede?, illustra un custode sollevando nel grande salone una piccola bocchetta, l'elettricità non manca, ma non si sono sostituite già da mesi le lampadine che via via si sono bruciate. Alcuni giorni fa è venuto in visita il ministro per i Beni culturali Galan, ma era giorno e un po' di luce naturale c'era e poco tempo fa la Soprintendenza ha affittato il salone per un evento privato di una azienda automobilistica che si è portata le proprie luci». È impressionante entrare nel grande spazio che dà accesso ad alcune importanti collezioni del museo, come ad esempio quella dei vetri romani, con numerose sale chiuse per mancanza di personale, e ritrovarsi in un antro vuoto. Le sole, fioche, luci sono quelle dei cellulari dei custodi seduti e degli accessi alle sale aperte. «Come è possibile, concludono i custodi, lavorare e visitare uno dei musei più importanti d'Italia in queste condizioni? Soprattutto gli stranieri quando giungono qui ci guardano molto perplessi e hanno ragione». Già, ministro Galan e soprintendente Maria Teresa Cinquataquattro, come è possibile lavorare e visitare in queste condizioni? Se qualcuno inciampa e si fa male che accade? Speriamo la risposta non sia «solo» di natura economica, una delle «disgrazie» nella manutenzione del nostro patrimonio artistico, perché il biglietto d'ingresso costa appena 6,5 euro quando la visione di un film in tre 3D invece si paga 10 euro. Il «Gran Salone della Meridiana» è una delle più imponenti aule coperte d'Europa (lunghezza m. 54,80, larghezza 20,80 e altezza m 20,35) e la sua costruzione è iniziata tra il 1612 ed il 1615, ultimata nel 1804. La sala prende il nome dalla meridiana solare realizzata tra il 1790 ed il 1793, quando l'astronomo Giuseppe Casella pensò d'installare qui un Osservatorio Astronomico, progetto presto abbandonato per l'inadeguatezza del luogo. di Stefano Luppi, edizione online, 4 novembre 2011
Napoli, buio pesto al Museo Archeologico
Il salone della Meridiana al Museo Archeologico Nazionale di Napoli è al buio a causa della mancanza di lampadine. L'ultima lampadina si è bruciata una settimana fa e non sono state sostituite le altre. I custodi del museo hanno espresso preoccupazioni per la sicurezza e hanno chiesto di sapere perché non si sono sostituite le lampadine. Il salone, che è uno dei più grandi e imponenti d'Europa, è stato progettato nel XVII secolo e ha una meridiana solare realizzata nel XVIII secolo. Il ministro per i Beni culturali Galan ha visitato il museo, ma non è stato sufficiente per risolvere il problema. I custodi hanno anche espresso preoccupazioni per la sicurezza dei visitatori.
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