Era in una tomba dentro la chiesa di San Gervasio LUCCA. Dopo le anticipazioni dello scorso ottobre sul ritrovamento di una tomba femminile databile fra il 600 e il 650 durante le indagini archeologiche condotte in via Elisa, preliminari alla ristrutturazione di "Casa Betania", di proprietà della Congregazione delle Suore Ministre degli Infermi, è possibile confermare il rilevante interesse della acquisizioni su Lucca d'età longobarda scaturite dai lavori di scavo. Il dato di via Elisa si aggiunge a quelli passati in rassegna nel volume "La città di San Frediano. Lucca fra VI e VII secolo: un itinerario archeologico", appena uscito (maggio 2011), e sottolinea il fondamentale apporto delle "buone pratiche" dell'archeologia di tutela anche per il continuo progresso della ricerca. La tomba raccoglieva le spoglie di una donna appartenente all'aristocrazia della città, deposta in cassa lignea con i suoi oggetti di ornamento peronale: un paio di orecchini a cestello in argento finemente cesellato, rinvenuti ancora "in posto" ai due lati della mandibola; un pettine in osso decorato a incisione adagiato sul ventre. Ma dallo sviluppo dello scavo è apparso che la tomba della "Dama con gli Orecchini" si inseriva all'interno di un gruppo di almeno sette sepolture collocate all'interno di un edificio costruito con possenti muri in ciottoli e malta. Si tratta di una chiesa cimiteriale e le caratteristiche architettoniche ancora leggibili, che tradiscono l'acquisizione dei modelli del V e VI secolo d'area milanese e ravennate, avallano l'interpretazione. La chiesa fu eretta tra V e VI secolo. È stata subito valutata la possibilità di identificarla con la chiesa suburbana di San Gervasio, di cui i documenti attestano l'esistenza già nel 739, e la collocazione presso l'attuale chiesa di Santa Maria Foris portam ("Santa Maria bianca"); tuttavia potrebbe trattarsi di altra fondazione di cui non ci è giunta notizia dalle fonti documentarie. Essa costituisce un ritrovamento eccezionale, essendo la prima di così antica fondazione che affiora dall'attività di scavo a Lucca - dopo i resti di San Bartolomeo in silice messi in luce nel vicino complesso del San Ponziano, nel 2005 - e, soprattutto, getta una luce particolare sulla storia del vivace sobborgo detto "di Cipriano". Sorto fuori della porta orientale della Lucca altomedievale lungo l'antica via che portava a Firenze, luogo di residenza di eminenti famiglie dell'aristocrazia longobarda, da cui provengono vescovi e personaggi di spicco dell'alta società lucchese dell'VIII secolo.