Necessario agire in fretta visti i tempi lunghi della viabilità della Piana: ci sono i protocolli ma non arrivano i soldi ILARIA BONUCCELLI LUCCA. Mille metri a nord del ponte di Monte San Quirico. È questa la collocazione più accreditata per il nuovo ponte sul Serchio finanziato già con 7 milioni dalla Fondazione Crl. La Provincia sponsorizza questa soluzione per due motivi: il primo è che il ponte costruito 1 chilometro a nord di quello di Monte San Quirico si ricollegherebbe alla rotatoria sul Brennero, consentendo al Comune di arrivare fino al nuovo ospedale di San Filippo con una nuova strada; il secondo è che il ponte, più o meno in quella posizione, è anche già previsto dal regolamento urbanistico del Comune: sarebbe, quindi, necessaria solo una variante di minima per renderlo del tutto compatibile con gli strumenti di governo del territorio. Su queste basi, la Provincia attiva il confronto con il Comune e, soprattutto con la Regione, chiamata a co-finanziare l'opera che costerà non meno di 15 milioni. E mentre da una parte si muove per trovare i finanziamenti mancanti, dall'altra Palazzo Ducale lancia anche la proposta di bandire un concorso internazionale di idee, per invitare ingegneri o architetti del livello di Calatrava a disegnare il ponte sul Serchio. Presidente Baccelli, perché la Provincia spinge per la costruzione di un terzo ponte sul Serchio? «Per aumentare il livello di sicurezza sul territorio e per alleggerire il traffico, in attesa della realizzazione degli assi nord-sud ed est-ovest che devono collegare Ponte a Moriano con il casello autostradale del Frizzone e con il casello di San Donato. Infatti, il progetto parte da lontano, non nasce ora». Come si arriva a questo progetto? «Per l'esigenza di dare una risposta al territorio, anche sulla viabilità, in tempi più brevi di quelli previsti per la realizzazione degli assi della Piana. Già nel protocollo siglato nel 2008 con i Comuni della Piana per gli assi, la Provincia fece inserire il nuovo ponte sul Serchio, prevedendo tempi lunghi per la realizzazione degli assi. Poi ho preteso che venisse inserito anche nel protocollo di aprile sulla tangenziale di Lucca, sottoscritto con il ministero delle Infrastrutture». Perché questa accelerazione? «Perché i tempi di questa operazione si stanno dilatando e il territorio non può più aspettare per avere un'alternativa ai ponti di Monte San Quirico e Ponte San Pietro. Vedendo che negli anni si sono susseguiti i protocolli sulla viabilità ma che mai sono arrivati i soldi per realizzarla - gli stessi 200 milioni promessi in primavera dal ministro Altero Matteoli ancora non ci sono - ho ritenuto che fosse necessario realizzare, intanto, un'opera per il territorio. Necessaria anche alla messa in sicurezza, come abbiamo visto con l'alluvione del 2009 quando siamo stati costretti a chiudere alle 4 del mattino il ponte a Ponte San Pietro. Ma già l'anno precedente come Provincia, abbiamo effettuato carotaggi anche sul ponte di Monte San Quirico a causa di cedimenti nel bitume che, per fortuna, non si sono rivelati strutturali. Da qui la decisione di inserire il nuovo ponte sia nel mio programma elettorale che nel programma di mandato, pur continuando a sollecitare la realizzazione dell' asse nord-sud». A che punto è questo progetto? «Abbiamo effettuato uno studio di fattibilità. Appena rieletto mi sono messo subito a lavorare per fornire un'alternativa moderna alla viabilità attuale e, già in estate, ho trovato massima disponibilità della Fondazione Crl a sostenere il progetto. Ora sto lavorando per trovare i co-finanziamenti necessari e per coinvolgere gli altri enti, a cominciare dal Comune». Come pensa di trovare gli 8-10 milioni che mancano per finanziare l'opera? «Non sarà facile, considerando anche che per il 2012 il ministro Tremonti chiede alla Provincia, per il patto di stabilità, di avere un avanzo di amministrazione che oscilla fra 11,7 e i 12,8 milioni in base alle proiezioni della nostra ragioneria. Quindi, oltre a coinvolgere la Regione, bisogna rendere appetibile l'opera dal punto di vista economico». E come potete rendere appetibile dal punto di vista economico il nuovo ponte sul Serchio? «Utilizzando la portata del fiume per produrre energia elettrica. Resta da vedere se sarà la Provincia a gestire direttamente la produzione di energia sfruttando i "salti" (i dislivelli) del Serchio o se inserire la realizzazione e gestione delle centraline elettriche che sfruttano la portata del fiume in un project financing insieme al ponte. Insomma, i privati recuperebbero l'investimento iniziale per la costruzione del ponte gestendo per un certo numero di anni le centraline elettriche». Ma non basterebbe effettuare la manutenzione dei ponti esistenti, in attesa della nuova viabilità della Piana? «Per motivi di sicurezza a mio avviso no. Comunque, la manutenzione straordinaria dei due ponti, da adeguare alla portata duecentennale del fiume, è inserita nel piano dell'Autorità di Bacino che prevede interventi per 1 miliardo di euro: ma non è mai stato finanziato». Come sarebbe il nuovo ponte sul Serchio? «In base allo studio di fattibilità, che non è un progetto, dovrebbe avere due corsie, assicurare la percorribilità nel doppio senso di marcia ed essere largo 10,5 metri, in modo da poter ospitare anche una pista ciclabile». E la collocazione? «Le ipotesi formulate finora sono due. La prima, più gettonata, prevede la costruzione del ponte circa circa mille metri a nord di quello di Monte San Quirico; la seconda, di più difficile attuazione, in questo momento, sarebbe ancora più a nord. La prima ipotesi, con il ponte più vicino a Monte San Quirico, avrebbe il pregio di collegare le corsie alla rotatoria sul Brennero già esistente (è quella che arriva alla zona industriale di Lucca) e faciliterebbe il compito al Comune di realizzare un collegamento suburbano con l'ospedale di San Filippo, realizzando una nuova strada di superamento di via delle Ville e della ferrovia. La seconda ipotesi prevederebbe il ponte in corrispondenza dell'intersezione con i nuovi assi, ma senza certezze che vengano realizzati non conviene prenderla in considerazione». E quale sarebbe il ruolo della Provincia in questa operazione? «La Provincia dovrebbe avere l'onere di realizzare il ponte, coordinando anche eventuali partner importanti, mentre il Comune dovrebbe accollarsi il compito non indifferente di collegare il ponte che arriva sul Brennero con la viabilità urbana, superando, appunto, via delle Ville e la ferrovia».
LUCCA - Ponte largo 10 metri 1 chilometro a nord di Monte San Quirico
La Provincia di Lucca ha deciso di realizzare un nuovo ponte sul Serchio, finanziato con 7 milioni dalla Fondazione Crl. Il ponte dovrebbe collegare la zona industriale di Lucca con il casello autostradale del Frizzone e con il casello di San Donato. La Provincia ha già effettuato uno studio di fattibilità e ha trovato massima disponibilità della Fondazione Crl a sostenere il progetto. Tuttavia, ci sono ancora 8-10 milioni di euro che mancano per finanziare l'opera. La Provincia sta lavorando per trovare i co-finanziamenti necessari e per coinvolgere gli altri enti, a cominciare dal Comune.
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